La Torre, l’Alfiere, la Donna, il Cavallo, il Pedone, il Re: sono sei, sono ladri e falsari d’opere d’arte e si fanno chiamare il Gruppo degli Scacchi. Dopo aver messo a segno un grosso colpo in un castello sul lago di Costanza, scoprono che sotto il quadro appena rubato si cela un’altra tela, recante un messaggio cifrato. Una volta interpretato il codice, gli indizi li portano sulle tracce di uno dei più famosi tesori scomparsi della storia: la preziosa Camera d’Ambra, il gioiello architettonico costruito con la luminosa resina del Baltico per Federico I di Prussia e visto per
l’ultima volta nel 1944 nel castello di Königsberg. In una travolgente girandola di inganni e false rivelazioni, sarà il Pedone, l’infallibile ladra Ana Marìa, ad avvicinarsi di più alla verità nel corso di una caccia al tesoro senza regole e senza scrupoli.La Camera d’ambra, appassionante esordio di Matilde Asensi, è un romanzo travolgente e ricco di suspense che mescola abilmente arte e avventura.


Primo libro scritto da Matilde, risente indubbiamente di inesperienza e qualche veniale peccato stilistico (il tono compiaciuto e a tratti stucchevolmente ironico della protagonista).
Non è un thriller né un giallo vero e proprio, lo classificherei più come un romanzo d'avventura o di pura evasione. Scossoni o colpi di scena eclatanti non ce ne sono, la prosa è sicuramente scorrevole, questo sì, e sono il primo ad ammettere che l'autrice ha competenze tecniche e storico-culturali che le danno man forte durante la narrazione.
Rimane comunque un libro che dimenticherò facilmente, perché alla fin fine lascia davvero poco. La psicologia dei personaggi di contorno è appena accennata e la storia d'amore in un romanzo che parla di furti di opere d'arte non è certo il massimo dell'originalità.
Voto 3--