Questo libro, insieme agli altri due volumi Le belle bandiere e Lettere luterane, venne pubblicato grazie alla raccolta che l'Unità, Einaudi e Editori Riuniti fecero con gli interventi dello scrittore sui quotidiani e sulle riviste.

E' leggendo questa sua raccolta che io ho scoperto un Pasolini più diretto e pulito, senza rimandi ma schietto nei suoi discorsi e nei suoi pensieri, nelle sue risposte e nel suo approccio con le persone. Anche se questo testo è infine solo una sua rubrica, le sue riflessioni che prendono varie strade ma sempre mirate, per me sfociano ancora, quasi inconsapevolmente, nel poetico. La forza delle sue considerazioni, degli aspetti sottili o anche evidenti ma che una società cieca non riesce a cogliere, rendono questo breve testo prezioso e più vicino di quanto non si immagini.
Io almeno, l'ho vissuto così.


''Aggiungo per lei, caro Direttore, questo Post scriptum. Ho detto qui sopra che scrivo questa rubrica senza abiurare dalla mia condizione di facitore di versi, romanzi, o film: credo che sia ciò che lei e il suo lettore desiderino, credo che solo in quanto autore io sia stato richiesto di fare questo lavoro.
La natura di un uomo è unica.
Capisco, sarei più desiderabile (consumabile) se più dolce.
Ora, c'è molta dolcezza nella mia natura, come forse lei indovina. Ma l'uso, evangelicamente, solo coi poveri o con gli esclusi.
Gli altri, oltre tutto, non ne hanno bisogno, o, in nome della dignità borghese, la disprezzano.''

P. P. Pasolini