John Steinbeck ha seguito l'esercito americano, in qualità di reporter di guerra, per alcuni mesi del 1943. Il libro raccoglie tutti i suoi articoli di allora, scritti, di volta in volta, nei pressi di Londra, in una base dell'Africa del nord e poi in Italia. Proprio questi ultimi costituiscono la parte più interessante del volume: Steinbeck partecipa allo sbarco alleato in Campania e descrive con toni vividi la povertà degli Italiani di allora, e, con intonazione decisamente patriottica ed autocelebrativa, la loro commovente gratitudine nei confronti degli Americani.
Come lui stesso ammette nell'introduzione scritta vent'anni dopo, si tratta di pezzi edulcorati, depurati di ogni realismo che potesse risultare sgradevole alle gerarchie militari e demoralizzante per chi, rimasto in patria, aveva il compito di sostenere il morale dei soldati impegnati in un duro compito.

Insomma, non si tratt un'opera pacifista o portatrice di qualche alto messaggio, ma Steinbeck è sempre Steinbeck, e la lettura risulta intensa e piacevole, con qualche simpatico squarcio aneddotico.