Questa è la storia di Claire, ma anche di Jonas, Matty, Kira e di molti altri personaggi dell'inquietante realtà distopica inventata dall'autrice. Siamo al Villaggio, Claire ha solo 14 anni e ha ricevuto il ruolo di "Birthmother": dopo l'inseminazione artificiale diventerà un "contenitore" e partorirà il suo "prodotto". Nessuno le ha spiegato quanto sarà doloroso, nessuno l'ha avvertita che dovrà portare una benda che le impedirà di vedere suo figlio. Ma il parto di Claire è tutt'altro che semplice: subisce il primo cesareo di tutta la comunità. Per un'imprudenza dell'infermiera viene a sapere che il figlio, il numero 36, sta bene. A causa delle complicazioni, però, Claire viene "decertificata", dichiarata non adatta a essere una Birthmother e assegnata alla piscicoltura. La ragazza, sconvolta da un'atroce sensazione di perdita, ha ormai un unico scopo: ritrovare suo figlio. L'arrivo al vivaio della nave dei rifornimenti, giunta da un luogo sconosciuto chiamato "mare" con la sua strana ciurma, potrebbe essere il suo mezzo di fuga, quando rapirà il bambino...

Questa serie per me è sempre stata molto bella, in qualche modo sofisticata e raffinata, fin dal primo libro. Più andavo avanti e più si scoprivano ed emergevano gli intrecci ed i punti di contatto tra i vari personaggi e le loro vicende, più mi intrigava e affascinava. Questi collegamenti, prima nascosti o solo accennati e poi sempre più evidenti e rivelati, sono stati in alcuni casi inaspettati e sorprendenti e mi hanno coinvolto ed appassionato moltissimo.
In questo romanzo in particolare Claire è alla ricerca del figlio che ha partorito e che le è stato sottratto, così come previsto dalle regole della società in cui vive. La società provvede a tutti i bisogni, perciò per la prima volta in vita sua, Claire si ritrova a desiderare qualcosa: suo figlio. Il legame che Claire ha con lui, pieno di sfumature e di amore profondo, mi ha toccato davvero molto ed è trasmesso in modo veramente intenso e dolcissimo. Nell' incredibile avventura che vivrà Claire, ricca di esperienze e scoperte fatte durante il percorso anche interiore, si scopre un' altra parte del mondo creato da Lois Lowry in questa serie.
Il romanzo risulta un po' più movimentato ed avventuroso degli altri e pur essendo comunque profondo l'ho trovato meno cupo e angosciante, più positivo, si vede chiaramente una speranza, cosa che negli altri romanzi non sempre ho percepito. Oltre al meraviglioso e commovente legame tra Claire ed il figlio, ci sono anche altri aspetti ed argomenti di interesse: l'amore in varie forme, l'avventura, il bene e il male, doni particolari, quasi magici, ecc...
La vicenda qui narrata temporalmente inizia in contemporanea con quella di “The Giver. Il donatore”, per poi farci rincontrare anche i vari personaggi di “La rivincita. Gathering Blue” e di “Il messaggero. Messenger” e proseguire ulteriormente, dando così una conclusione a tutte queste storie, che in realtà sono una bellissima storia unica.