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Le confessioni

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Discussione: Sant' Agostino - Le confessioni

  1. #1
    Viôt di viodi
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    Predefinito Sant' Agostino - Le confessioni

    Le "Confessioni" di Agostino iniziano un'epoca nuova del pensiero filosofico. Non c'è, per imparare la sapienza, altro curriculum che l'ordine dei giorni, altra "via" che un percorso esistenziale. Quello dell'esistenza ansante e inappagata, che non si è sottratta alle comuni speranze e disperazioni, che ha corso in lungo e in largo la terra e ha voluto sperimentare ogni cosa umana, senza tenerne a distanza alcuna, assaporandole tutte o lasciandosene urtare, ferire, dominare, invece di limitarsi a esercitare il sereno potere della vista, che le domina da lontano. La metafisica non si svela veramente che nello specchio - e nell'enigma - di un destino personale.(ibs)

    L'ho preso, lasciato e ripreso tante volte e mi mancano ancora un centinaio di pagine. Un libro particolare, a tratti x me, difficile.

  2. #2
    Πάντα ρει ώς ποθαμός
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    libro che ho letto un po' di tempo fa, devo dire che lo trovai molto ostico e di difficile comprensione. la lettura procedeva a rilento. agostino non è accessibile nemmeno quando lo si studia (cosa che sto facendo in questo periodo), il libro è definito peregrinatio animae ed è una testimonianza sull'avvicinamento sofferto al cristianesimo. riflessioni ampie e profonde, alcuni punti non li condivido come ad esempio quelli traboccanti misoginia (ma bisogna anche contestualizzare l'autore, altrimenti non se ne coglie il senso), direi che un 3 vada più che bene come voto.

  3. #3

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Magenta Vedi messaggio
    libro che ho letto un po' di tempo fa, devo dire che lo trovai molto ostico e di difficile comprensione. la lettura procedeva a rilento. agostino non è accessibile nemmeno quando lo si studia (cosa che sto facendo in questo periodo), il libro è definito peregrinatio animae ed è una testimonianza sull'avvicinamento sofferto al cristianesimo. riflessioni ampie e profonde, alcuni punti non li condivido come ad esempio quelli traboccanti misoginia (ma bisogna anche contestualizzare l'autore, altrimenti non se ne coglie il senso), direi che un 3 vada più che bene come voto.
    Quoto! L'ho letto che avevo 8 anni (frequentavo una scuola salesiana e me lo imposero). Feci una fatica enorme a comprenderne il messaggio, e le uniche cose che mi rimasero ben impresse furono le "sfuriate" misogine. Dopo la bibbia, è stato il libro che mi ha portata ad essere atea. L'ho riletto parecchi anni dopo e non sono riuscita a trovare neppure un punto a suo favore, neanche dal punto di vista letterario. Confermo il 3 di Magenta.

  4. #4
    Πάντα ρει ώς ποθαμός
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Monifla Vedi messaggio
    Quoto! L'ho letto che avevo 8 anni (frequentavo una scuola salesiana e me lo imposero). Feci una fatica enorme a comprenderne il messaggio, e le uniche cose che mi rimasero ben impresse furono le "sfuriate" misogine. Dopo la bibbia, è stato il libro che mi ha portata ad essere atea. L'ho riletto parecchi anni dopo e non sono riuscita a trovare neppure un punto a suo favore, neanche dal punto di vista letterario. Confermo il 3 di Magenta.
    Beh, se lo leggi con l'animo da atea non credo che ne troverai mai però, come dicevo più su, bisogna contestualizzare Agostino, che vive tra IV e V sec d.C. in un periodo di forte rinnovamento culturale, su spinta religiosa. Se cerchiamo di vederlo coi nostri occhi, non lo comprendiamo appieno e credo sia così per tutti i grandi pensatori della sua epoca o di quella precedente (io ad esempio ho deciso di voler iniziare a leggere Tertulliano).

  5. #5
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    Predefinito Le speculazioni religiose di una mente straordinaria e tormentata

    Le confessioni di Agostino cominciano come un'autobiografia duranta la quale l'autore ripercorre la sua gioventù, durante la quale alternava i tormenti del suo animo inquieto e la ricerca della verità, con il piacere sensuale di cui faceva esperienza in virtù delle sue incontestabili capacità seduttive. Era certamente dotato di un'intelligenza e una sensibilità religiosa straordinarie, quelle che poi costituiranno il metro su cui verranno misurati anche Dante Alighieri e Dostoevskij, eppure questo uomo dotto e di grande eloquenza che si confrontava e sapeva attrarre attorno a se le menti più interessanti della sua epoca, non lesinava i piaceri della carne, e al tempo stesso a sua stessa detta li viveva con crescente senso di colpa man mano che passavano gli anni.
    I sensi di colpa trovarono poi la loro quiete forzata con l'abbraccio del Cristianesimo e la pratica della continenza per amore di dio, così come predicata da Paolo di Tarso. Eppure dal suo scritto emerge in maniera chiara la sua incapacità di conciliare la dottrina religiosa di cui è stato padre, che costituisce forse il più grande fondamento della Chiesa cristiana, con le pulsioni e le contraddizioni personali di un qualunque uomo. Le sue intepretazioni della Bibbia e dei Vangeli assurte a dottrina teologica per centinaia di milioni di persone nel corso dei secoli, incapaci però di concedere pace al suo stesso autore. In questa contraddizione, su cui ho idea la Chiesa abbia sempre glissato, se non distorto i fatti, credo ci sia tutto il limite della sua dottrina che quindi richiede più che mai l'adesione per fede invece dell'esperienza di verifica.

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