"Se questo è il primo libro che avete trovato mentre cercavate la vostra prossima lettura, allora la prima cosa che dovete sapere che questo penultimo libro è la prima cosa che dovete mettere via. Purtroppo, questo volume contiene la penultima cronaca della vita degli orfani Baudelaire, e non è penultimo a nessuno in quanto a tristezza, disperazione e spiacevolezze. Probabilmente la penultima cosa che avete voglia di leggere è una storia con un cannone sparafiocina, un solarium sul tetto, due iniziali misteriose, tre trigemini non identificati, un famigerato criminale e un curry insipido. Le penultime cose sono le prime da evitare, perciò consentitemi di raccomandarvi di mettere via per prima cosa questo penultimo libro, e trovare qualcos'altro da leggere. come per esempio il penultimo libro di un'altra cronaca, o una cronaca che contenga altre penultime cose, in modo che questo penultimo libro non diventi l'ultimo libro che leggerete."


Anche questo penultimo episodio nel complesso mi è piaciuto. Ho apprezzato in particolare la scena del processo ai Baudelaire, molto visiva, e la resa psicologica del loro stato d'animo dopo la morte di un personaggio che non posso svelare.
L'ambientazione dell'albergo e il travestimento da concierge sono funzionali a una trama lineare ma sempre incalzante, visto che anche in questo episodio poche, pochissime matasse vengono sbrogliate da quel birbante di Lemony Snicket.
Menzione di merito per la figura di Dewey, molto umana e piena di empatia per gli orfani. Per quanto riguarda il giudice Strauss invece, anche se non fosse ricomparsa, non ne avremmo sentito la mancanza.
Sempre nero lo humor tipicamente inglese di questo autore, a cui devo riconoscere di avermi strappato più di una risata in questa serie quando rende benissimo su carta la creduloneria e la mancanza di personalità di certa gente.
Bellissimo il concetto che le persone colte, con un background culturale fatto di molte letture, non possono essere malvagie. Mi sento di condividere appieno.