Questo racconto del 1927 è scritto in parte come diario e credo sia anche autobiografico essendo stato l'autore un medico,come i protagonisti e probabilmente essendo stato anche lui dipendente dalla morfina,come uno dei due.
E' per me la seconda opera che leggo,dopo Il maestro e Margherita.

L'ho trovato scorrevole e ben narrato.Rende chiaramente l'angoscia e la solitudine del morfinomane.
La dipendenza è sempre dannosa e non porta solo sollievo,ma spesso anche conseguenze tragiche.

Aspetto commenti di chi conosce meglio l'autore e saprà essere più esplicito di me .