Ho comprato questo libro non perché mi sia fidato al buio di Michela Murgia che lo segnalava, ma perché mi ha rapito la dissacrante ironia della scena all'obitorio che si può leggere nell'anteprima. Mi sembrava di aver finalmente trovato un esordiente capace di tenere avvinto il lettore sin dalle prime righe, fino a "gabbarlo" sul finale con un "twist & turn" degno dei migliori romanzieri americani.
Eppure Vera Q. non è una thrillerista: i 4 racconti contenuti in questo ebook non tengono sulle spine per una trama mozzafiato o per una matassa di delitti da dipanare. No. Vera Q. è una grande scandagliatrice dell'animo umano, lascia che siano i personaggi a "umanizzare" il contesto delittuoso, che per questo perde la patina di suspense e finisce quasi in secondo piano, a favore di un'atmosfera noir e di uno humor nero cinico e sferzante.
Per ogni racconto sappiamo chi è il colpevole: ogni personaggio si confessa in prima persona, si mette a nudo senza fronzoli né tentativi di edulcorare la pillola in qualche modo. Anzi, con la tecnica della metanarrazione fa spesso e volentieri l'occhiolino al lettore, ma non per cercarne l'approvazione o in nome di uno stucchevole autocompiacimento, quanto per ricordargli che al suo posto ci potrebbe benissimo essere lui, il lettore. L'originalità di questa autrice sta nel prelevare i suoi (anti)eroi dalla porta accanto. Chi di noi non conosce Silvia, la moglie insicura cronica? Chi di noi non ha un collega che cova sotto sotto di farci le scarpe? Chi di noi non abbraccia la filosofia Mors tua vita mea?
Do 4 stelle per la ventata di aria fresca, a tratti rivoluzionaria, che quest'autrice-ciclone ha portato al modo di fare narrativa.
Unico neo: auspicabile un editing che valorizzi ancora di più un testo già così "bastard inside".
Complimenti (e li faccio raramente).