Il vicario Robert Ettes ha una strana peculiarità: senza accorgersene a volte pronuncia le frasi al contrario, e altre mescola le lettere delle parole formandone di nuove con un significato tutto diverso, con grande stupore (e a volte indignazione) dei suoi parrocchiani. Come trovare una soluzione a un problema che rischia di fargli dire cose molto imbarazzanti? Ancora una volta si ride, si pensa, si gioca con il vicario e Roald Dahl, maestro giocoliere della parola che racconta di quando il linguaggio sfugge… di bocca.


Lui è sempre un narratore sopraffino e delizioso, su questo non ci sono dubbi. Anche su Roald Dahl uomo generoso e dedito alla beneficenza senza ostentazione non si discute, visto che i diritti di questo racconto sono devoluti interamente a un istituto per curare la dislessia. Però io qui sono chiamato a recensire il racconto in sé e devo dire non mi ha particolarmente entusiasmato. E' molto, troppo breve e la figura del vicario è poco più che accennata. Simpatici, checché non ci sia niente da ridere sulle difficoltà dislessiche, gli strafalcioni che il protagonista pronuncia senza accorgersene. Menzione di merito per le traduttrici che hanno dovuto affrontare un lavoro improbo, ottenendo un risultato più che dignitoso.
Voto 3, non posso davvero dare di più.