Tutti sanno come egli venne appeso là, su quella croce, e conoscono quelli che stavano raccolti intorno a lui: Maria sua madre
e Maria di Mágdala, Veronica e Simone da Cirene, che ha portato la croce, e Giuseppe d'Arimatea, che poi lo ravvolse nel lenzuolo.
Ma, un tratto più in giù, sul pendio, un po' in disparte, stava un uomo, che guardava continuamente colui che era appeso lassù e moriva,
e ne seguì l'agonia dal principio fino alla fine.
Il suo nome era Barabba.
Di lui tratta questo libro.
(Pär Lagerkvist, Barabba)

Da questo libro è stato tratto l’omonimo film con un indimenticabile Anthony Quinn nei panni
del protagonista. Probabilmente molti lo hanno visto, molti lo ricordano…
Leggerla, la storia, è però diverso… ed io invito a farlo perché ne vale la pena
nonostante possa sembrare a volte frettolosa, addirittura scontata e banale.
Ma va sicuramente apprezzato il tentativo di Lagerkvist di immaginare e poi rappresentare la vita di quest’uomo subito dopo la sua liberazione,
un uomo che stava per morire ed invece vive ancora…
Il romanzo scorre via veloce, suscita qualche perplessità, qualche domanda, qualche dubbio,
forse anche qualche intima riflessione, di sicuro ci pone accanto a Barabba “per davvero” dal momento della crocifissione del Nazareno
e con lui ci fa andare fino all’ultima pagina…