Secondo dei quattro episodi del romanzo a puntate “Deserto rosso”.

Dopo 995 giorni su Marte l’entusiasmo dell’equipaggio dell’Isis si è trasformato in frustrazione e insofferenza. Le loro ricerche non danno i risultati sperati, i loro mezzi sono insufficienti e già una volta la NASA ha annullato il lancio di una seconda missione, che avrebbe dovuto portare nuovi colonizzatori e attrezzature sul pianeta.
Nel frattempo i rapporti tra i cinque membri della spedizione si sono fatti molto difficili. La Stazione Alfa è diventata teatro di una serie di conflitti, segreti, alleanze e rivalità.
Adesso una nuova finestra di lancio si sta per aprire, ma le notizie da Houston sono tutt’altro che confortanti. Mentre da un parte il ritrovamento di una possibile sacca di ghiaccio potrebbe dare una svolta positiva agli eventi, Anna, esasperata dai comportamenti insoliti di Robert e dalla guerra fredda con Hassan, si trova a meditare sulla possibilità di tornare sulla Terra.
Quando anche la morte si abbatte sui cinque abitanti di Marte, Anna trova nella fuga solitaria l’unica scelta possibile.
Marte avrà però in serbo per lei un’incredibile scoperta, chiave di un mistero nascosto nelle profondità di Valles Marineris.


Questo secondo episodio di Deserto rosso mi è piaciuto leggermente meno del primo.
La competenza tecnico-scientifica dell'autrice rimane sempre su livelli notevoli e la capacità narrativa resta indubbia, ma per il mio gusto personale la scelta di indulgere nelle dinamiche psico-emotive tra Hassan e Anna e in alcune descrizioni prettamente scientifiche, pone questo episodio un gradino sotto al precedente.
La passione dell'autrice per le serie tv, la scienza e per la scrittura di qualità, traspare dalle pagine in maniera tangibile e per un lettore esigente è un piacere poter fruire di un prodotto editoriale limato in ogni sua parte, a partire da un'impaginazione perfetta e l'assenza di refusi.
Azzeccato l'uso del flashback per creare aspettativa nel lettore e notevole anche la resa psicologica della protagonista, coi suoi dubbi, le lotte interiori, la frustrazione e un'insofferenza neanche tanto dissimulata verso il genere maschile.
Originale la scelta dell'autrice di non farne un'eroina in cui immedesimarsi, né tantomeno una donna "impossibile" o una Wonder Woman di cristallo. Anna Persson è un personaggio che ha una dote che pochi personaggi hanno: la capacità di far prudere ogni tanto i pollici al lettore, e non certo per darle una pacca metaforica sulle spalle.
Le ultime 30 pagine lasciano l'acquolina in bocca in attesa del terzo episodio.
Voto 4