Terzo episodio del romanzo a puntate "Deserto rosso".

La gioia per il ritrovamento della piccola comunità, che abita la base di Ophir, viene presto infranta dalla notizia giunta da Houston della perdita dei contatti con la Stazione Alfa. Da ormai un giorno, infatti, al suo interno non è più rilevato alcun segno di vita.
Anna si rimette quindi in viaggio insieme a Jack alla volta del Lunae Planum, assalita dal timore per la sorte di Robert e Hassan, ma anche dai dubbi riguardo alle loro responsabilità nella morte del comandante della missione Isis e soprattutto di sua moglie.
Ritrovarsi ad affrontare l'assassino di Michelle sarà, però, solo il primo dei suoi problemi.
Divisa tra il desiderio di tornare sulla Terra e l'ambizione di vedere riconosciuti i propri meriti scientifici, Anna vedrà vacillare più volte le sue labili certezze, fino alla rivelazione di un pericolo ben più subdolo celato dal pianeta rosso: un nemico invisibile, il cui misterioso intento minaccia la sua stessa esistenza e quella dell'unica persona rimasta al suo fianco.


Questo episodio è il migliore della saga marziana. Ho apprezzato tantissimo la componente ansiogena che permea le pagine dall'inizio alla fine, la competenza tecnico-scientifica dell'autrice, la resa psicologica dei personaggi, la tecnica narrativa che alterna flashback e livelli temporali, e infine la veste grafica ed editoriale davvero professionale. Insomma gli 89 centesimi meglio spesi in vita mia.
In attesa famelica dell'ultimo episodio.
E pensare che fino a un mese fa aborrivo la fantascienza...
I love Anna Perssons.