Stato della Chiesa, 1561
Un capitano di vascello e la sua ciurma, di ritorno da un viaggio nelle Americhe, si sacrificano alle torture dell'Inquisizione pur di portare in patria il diario di bordo della spedizione e gli sconvolgenti segreti in esso contenuti.

Usa, dicembre 2012
Kayn Grimm, ricercatore ed ex professore di genetica, riceve una telefonata da una misteriosa donna che sostiene di avere preziose informazioni sulla morte del padre, avvenuta molti anni prima in circostanze anomale.

Germania, dicembre 2012
Le vicende di un killer russo, Viktor Zagaev, e del detective sulle sue tracce, Matthias Wichmann, si intrecciano con quelle di una oscura e potentissima organizzazione, alla ricerca di un luogo leggendario che svelerebbe il potenziale nascosto nel DNA umano e il destino dell'intero universo.



Nonostante la complessità dell'intreccio che si svolge su vari livelli temporali, i diversi flashback e i numerosi personaggi e location, è un romanzo che scorre via veloce grazie anche a uno stile fresco e moderno, che spesso - soprattutto nei dialoghi - indulge anche a una vena colloquiale che rende i personaggi più sanguigni, e le loro reazioni emotive più veraci.
E' un romanzo di entertainment puro, che assolve appieno il suo compito, che alla fine è quello di condurre il lettore DENTRO la storia. Ebbene, a questa capacità "traghettatrice" dell'autore contribuiscono sicuramente la passione - che si avverte potente tra le righe - per le serie tv, la fantascienza stile Fringe e i misteri stile Voyager, e la curiosità per la fisica e la scienza in generale. Infine mi è piaciuto ritrovare in questo libro, nero su bianco, le stesse idee che mi ero fatto io sulla Chiesa, sul Triangolo delle Bermuda e sulla genetica (non posso spoilerare per non rovinare il piacere a chi lo leggerà).
I protagonisti sono "eroi della porta accanto" in cui il lettore può immedesimarsi facilmente. L'aspetto psicologico è affidato anche ad alcuni flashback che ne inquadrano bene il background familiare. In altri casi, invece, l'autore indulge troppo in descrizioni fisiche fini a se stesse, rasentando un'insistenza quasi morbosa (l'archeologo che suda come Zidane o lo splatter ricorrente, per esempio).
Nel complesso un'opera che stupisce sia per la vulcanicità di idee e argomenti sia per il lavoro di ricerca e passione che c'è dietro. In mano a un editor professionista, è un romanzo che potrebbe diventare un blockbuster. Allo stato attuale, c'è ancora qualche ingenuità stilistica e lessicale, ma niente che non si possa perdonare.