Il dottor Bill Brockton è un noto antropologo forense, direttore della famosa Fabbrica dei Corpi, dove si studia la decomposizione dei cadaveri. Quando un giorno si ritrova a esumare un corpo per eseguire un test di paternità, tutto lascia supporre che si tratti di un caso di routine. Ma l'apertura della bara riserva una scioccante sorpresa: il corpo all'interno è stato orrendamente profanato. In seguito alla raccapricciante scoperta, Brockton viene contattato dall'FBI, che vorrebbe utilizzare i cadaveri dei suoi esperimenti come esca per smascherare un fiorente mercato nero di resti umani. Proprio mentre sta decidendo, pieno di dubbi, se accettare o meno, il suo grande amico Eddie Garcia rimane vittima di un incidente e rischia l'amputazione di entrambe le mani: la sua carriera di medico legale potrebbe avere fine per sempre. Un evento inaspettato e sconvolgente, che rischierà di compromettere l'indagine sul profanatore di tombe, ma anche i principi in cui Brockton crede...


Cosa c'entra il titolo? Niente. In effetti sono andato a spulciare l'originale inglese e si intitola "Il ladro di ossa", che ha molto più senso. Cannibali non ce ne sono in questo libro, che tra l'altro è uno dei thriller più insulsi e leggerini che abbia mai letto. Più che un thriller mi è parso un saggio chirurgico su autopsie e trapianti di organi e di mani.
Grandissima delusione, mi sono sentito defraudato sia del denaro che del tempo impiegato a leggerlo.
Lo stile scorrevole, la location cimiteriale e la vena ironica che avevo trovato nell'anteprima mi avevano fatto ben sperare, ma devo dire che le aspettative sono state fortemente disattese.
Non lo consiglio a nessuno.