"Le storie di questo libro stanno nel perimetro di quattro cantoni: un'età giovane e stretta, di preludio al fuoco; una città flegrea e meridionale; la materia di qualche libro sacro; gli anni di madrevita operaia di uno che nacque in borghesia. Il possedimento minimo per un passante, è stato immenso per chi si è fermato. Esso rinchiude per attrazione un me narrato più che un io narrante, qualche tu femminile scalzo e ben piantato in terra, un noi promessa di frantumi. I pronomi sono frutti che maturano in stagioni diverse. Qui sono colti acerbi, prima che si carichino di succhi e di sé. Avvengono dei colpi fortunati, qualche salvataggio. Si sbatte a zonzo tra i limiti del campo, come biglia di flipper..." (Erri De Luca)

Tra quelli che ho letto di Erri De Luca, questo è un gradino sopra. Una raccolta di brevi racconti che si "avvicinano" alla sua vita. Molto bello il racconto "Primizia", che non vede come probabile protagonista l'autore, dove un giovane soldato austriaco nella prima guerra mondiale assiste ad un assalto disperato degli alpini italiani, racconto tragico ma che rappresenta bene i sentimenti che hanno attraversato i conflitti dello scorso secolo.