Se "Guerre Stellari" ha la sua "Minaccia Fantasma", anche "L'Era di Sinatra" ha avuto il suo prequel. E se vi era sembrato assurdo il primo romanzo, preparatevi. Non era niente in confronto a "Motorman", apparso negli Stati Uniti nel 1972 e ripubblicato nel 2004. Protagonista è il giovane Moldenke, che ha già quattro cuori di pecora, e vive in un mondo allucinato dove si trapiantano parti del corpo a volontà, uomini gelatinosi sono ridotti a schiavi e burocrati isterici si accaniscono sulle forniture luce/gas di cittadini ignari. L'universo creato da David Ohle è un mix inquietante tra un Burroughs disintossicato (ma rimasto sotto) e un Kafka ossessionato dal meteorismo e dal muco. Il tutto legato da qualcosa di inspiegabile, alieno, banalmente spaventoso.

In questo romanzo troviamo Moldenke, un personaggio che ricorda attraverso dei flashback la sua vita da addetto ai banani in un giardino tropicali, al suo lavoro si assaggiatore di insetti, fino alla partecipazione alla finta guerra dove riporta vere ferite. Il suo è un mondo guasto, forse distrutto da qualche catastrofe di cui possiamo solo immaginare lo svolgimento, dove uno pseudo regime di burocrati ha sostituito il lavoro delle persone con quello di esseri artificiali chiamati gelatinosi, sottoposti a schiavitù e privi di ogni diritto. Qui Moldenke lascerà la sua casa per tentare di raggiungere la campagna, dove potrà aggiustare i suoi cuori di pecora trapiantati. I continui passaggi dalla storia in corso ai flashback scollegati e la corrispondenza tra i vari personaggi rendono la lettura difficoltosa, ci troviamo di fronte ad un romanzo a tratti privo di senso ma non per questo sgradevole. Un anticipo di quella fantascienza umoristica e satirica che troveremo poi in Adams e in Dick. Non male.