L'Uomo della Sabbia, colui che dà il sonno, il Macellaio pluriricercato da polizia e giornali, sceglie le sue vittime tra l'umanità sbandata che popola le strade di Londra, persone stanche di vivere e che senza saperlo non attendono altro che la morte. Vittime che a volte lottano per sopravvivere e molte altre, invece, si abbandonano rassegnate. I suoi omicidi sono semplici, veloci e, per gli inquirenti, senza movente. L'"Uomo della Sabbia" riecheggia fin dal titolo la visione notturna e minacciosa di una demoniaca presenza che, a poco a poco, sgretola le rassicuranti categorie della ragione. William Burton è l'Uomo Nero in fondo alla strada, il babau in paziente attesa, lo spettro oscuro alle spalle di ciascuno. È l'ombra spaventosa di ogni uomo comune. Il tranquillo vicino che ci invita, con la mano guantata, a oltrepassare la soglia buia della sua casa.

William Burton, detto Merluzzo perchè restava parecchio tempo a bocca aperta a causa di problemi respiratori, è un personaggio che cresce nell'albergo gestito dalla madre, vive in prima persona l'omicidio del padre e attraversa una vita solitaria dove l'unico brivido è offerto dall'omicidio, questo suo sostituirsi alla morte per liberare le persone dalle sofferenze terrene. Lo troviamo braccato dai fantasmi del suo passato, dalle sue vittime e dai suoi amori, mentre ragiona sul suo futuro si sofferma a leggere il suo diario. Libro interessante, storia ben delineata ma secondo me impropriamente scritta, il diario che imperversa per gran parte del libro poteva essere rivisto sotto forma di flashback che accompagnassero il personaggio nelle sue azioni presenti. Deludente.