Agosto. Emilia, fotografa quarantenne, parte per le vacanze in Sardegna. Un marito in India per lavoro, una bambina di sei mesi che patisce il mare, un figlio undicenne che, fortemente determinato a isolarsi dall'"umanità coetanea" per rivendicare il diritto a una felicità tutta sua, passa il tempo a pescare e fabbricarsi le esche impastando palline di pane. L'unico aiuto potrebbe essere la nuova baby-sitter: ma è un'enigmatica ragazza portoghese che non sa una parola di italiano e si porta dietro un'inverosimile macchina da cucire a pedali. La vacanza inizia e dà vita a una serie di situazioni buffe e di reazioni imprevedibili, che s'insinuano tra le chiacchiere in spiaggia e scardinano certezze e opinioni comuni e conformiste..(Ibs)

L'ironia e la leggerezza della scrittura della Mastrocola, anche questa volta, mi hanno affascinato. Non è una scrittura da 'classico', sia chiaro. Questo non vuol dire che sia banale e privo di spunti di riflessioni, anzi!
Secondo me la Mastrocola va un po' a gusti, c'è a chi piace e a chi assolutamente non piace.
A me piace (se non si fosse capito)

p.s. Non avrei mai pensato si potesse avere una capra come animale domestico!


L'inconscio ha solo questo di brutto: che ogni tanto si fa un po' conscio.

Ci mettiamo tanti paletti nella vita, senza saperlo aggiungiamo cose, cani, case, mariti, barche, figli, viaggi, quadri che poi ci chiudono in un recinto. Pensiamo che ci arricchiscano l'esistenza e che saremo più felici. E probabilmente è anche vero. Però cosi ci ingombriamo la vita...