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La Confraternita dell'uva

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Discussione: Fante, John - La Confraternita dell'uva

  1. #1
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    Predefinito Fante, John - La Confraternita dell'uva

    Pubblicato per la prima volta nel 1977, il romanzo ha per protagonista la figura granitica, ingombrante, di un padre, il vecchio tirannico e orgoglioso primo scalpellino d'America, almeno questo crede di essere. Un immigrato di prima generazione, Nick Molise, nel quale, come nel gruppo di suoi compaesani, Fante racchiude il ritratto più nitido della prima generazione italoamericana. Un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inorridita inquietudine dagli americani persuasi che gli italiani fossero creature di sangue africano, che tutti girassero con il coltello e che la nazione fosse ormai preda della mafia.

    Ho adorato questo libro dalla prima all'ultima pagina e l'ho bevuto tutto d'un sorso proprio come un bicchiere di vino! La prefazione,poi, scritta dal "mio" vinicio mi ha fatto intuire l'importanza e la grandezza di quest'opera (a cui ha anche dedicato "L'accolita dei rancorosi"). Nick Molise è un personaggio orgolioso,spigoloso e ubriacone, legato più ai suoi scalpelli e alle sue scappatelle che ai figli e al "focolare domestico"; attorno a lui ruotano tutti i personaggi della famiglia, dalla madre - cuoca e casalinga sopraffina - ai figli - non definibili certo come affettuosi e presenti nella vita dei genitori. E' in questo caos che mi sembrava di avvertire le risate di Nick e dei suoi amici - alcolisti per niente anonimi. Vorrei continuare e raccontarvi la parte finale dell'opera (sicuramente la più emozionante)ma mi astengo dal farlo.
    Insomma il mio giudizio e più che positivo!!!
    Ultima modifica di elisa; 09-13-2009 alle 12:22 AM. Motivo: edit caratteri

  2. #2

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    sono quasi a metà e mi ha preso moltissimo!!! mi piace come è riuscito a caratterizzare ogni personaggio della famiglia, persino la zietta che abita lontano, tanto che te li figuri come un film, ognuno testardamente preso a recitare la sua parte...dal padre troppo orgoglioso, alla madre troppo credente, ed entrambi con l'andare del tempo ancora più cocciuti e cuciti nel loro modo di essere, quasi come debba essere un obbligo essere in quel modo...



    e poi il tuo tono non mi piace!!non ci credi che lo sto leggendo??ehehe
    Ultima modifica di elisa; 09-13-2009 alle 12:23 AM. Motivo: edit caratteri

  3. #3
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    Romanzo bellissimo come tutti quelli di John Fante.. indimenticabili i suoi personaggi.
    Io ho appena finito "Aspetta primavera Bandini" ...speravo non finisse mai.

    Splendido J.Fante :P

  4. #4

    Predefinito

    finito!!!!!!!!! e già mi manca
    Ultima modifica di elisa; 09-13-2009 alle 12:23 AM. Motivo: edit caratteri

  5. #5
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    concordo! Si sente subito la mancanza di Nick Molise!!!

    NUNZIUCCIA BEDDA, come vedi il libro è stato capace di fare un miracolo: l'hai letto velocemente! ahhhh Fante santo subito!!!

  6. #6
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    Non c'è niente da fare... Fante mi prende troppo...
    Racconta fatti di vita quotidiana, forse anche banali e poco interessanti... ma lo fa con una abilità tale che tiene incollati alle pagine che scorrono veloci sotto gli occhi, una dopo l'altra... finchè non si arriva alla fine, ahimè sempre troppo presto...
    che poi, in realtà, tutta 'sta abilità consiste solo nella semplicità ed ironia nel descrivere la quotidianità...
    Pretesto per far partire il romanzo è questa volta un litigio, quello tra Nick Molise e consorte... uno dei tanti, come quelli del giorno prima ed esattamente uguale a quelli che seguiranno (nonostante le premesse)...
    Di qui parte il ritratto di una famiglia e del suo pater familias... una famiglia come tante, senza evidenti particolarità, una famiglia che brilla per la sua normalità...
    brilla sì, perchè il papà è forse (e dico forse) il più bravo muratore del West America, uno dei figli è il primo della classe, un altro è un giocatore di baseball mancato per un pelo, un altro ancora vuole diventare come il suo mito, Fëdor Michajlovič Dostoevskij... in più ci sono una sorella pressochè anonima e una mamma vecchio stile, casalinga-educatrice-succube con un bel soprabito da bordello per le occasioni... non è una famiglia speciale quella dei Molise?!? ditemi, ditemi voi... brilla proprio, e di luce propria...

    e il pezzo forte è lui, il papà, Nick Molise!!! talmente grande, che una casa non gli basta, gliene servono due e lo trovate spesso al Cafè Roma, talmente generoso e carico d'amore che s'è fatto un'altra famiglia, la Confraternita, e anche qualche amante... talmente profondo che quando parla sprigiona saggezza (le crepe me le sono tenute tutte per me. E per te!), talmente devoto che si dedica anima e corpo (più corpo che anima) a venerare il succo della terra e del sudore dell'uomo... e che uomo: Angelo Musso!!!!
    Si ride di questa famiglia anche se in fin dei conti nessuno fa niente per far ridere...
    ma tenete a portata di mano un fazzoletto, non si sa mai... potrebbe scapparvi una lacrimuccia senza che ve ne accorgiate... perchè tutto quello che si racconta è così normale che potrebbe essere capitato anche a voi... magari solo in parte e tanto tanto tempo fa...
    Chiudo con una frase di Capossela nella prefazione del libro:
    John Fante Alighieri, quando la sceneggiata assurge a commedia!
    e ci metto anche una io:
    Fante, il dio (non Dio, per non essere blasfemi) delle piccole cose.

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da Darkay Vedi messaggio
    Pubblicato per la prima volta nel 1977, il romanzo ha per protagonista la figura granitica, ingombrante, di un padre, il vecchio tirannico e orgoglioso primo scalpellino d'America, almeno questo crede di essere. Un immigrato di prima generazione, Nick Molise, nel quale, come nel gruppo di suoi compaesani, Fante racchiude il ritratto più nitido della prima generazione italoamericana. Un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inorridita inquietudine dagli americani persuasi che gli italiani fossero creature di sangue africano, che tutti girassero con il coltello e che la nazione fosse ormai preda della mafia.

    Ho adorato questo libro dalla prima all'ultima pagina e l'ho bevuto tutto d'un sorso proprio come un bicchiere di vino! La prefazione,poi, scritta dal "mio" vinicio mi ha fatto intuire l'importanza e la grandezza di quest'opera (a cui ha anche dedicato "L'accolita dei rancorosi"). Nick Molise è un personaggio orgolioso,spigoloso e ubriacone, legato più ai suoi scalpelli e alle sue scappatelle che ai figli e al "focolare domestico"; attorno a lui ruotano tutti i personaggi della famiglia, dalla madre - cuoca e casalinga sopraffina - ai figli - non definibili certo come affettuosi e presenti nella vita dei genitori. E' in questo caos che mi sembrava di avvertire le risate di Nick e dei suoi amici - alcolisti per niente anonimi. Vorrei continuare e raccontarvi la parte finale dell'opera (sicuramente la più emozionante)ma mi astengo dal farlo.
    Insomma il mio giudizio e più che positivo!!!

    Sembra un miscuglio fa "L'ubriaco" e "Canzone delle osterie fuori porta" di Guccini, non so se conoscete...

  8. #8
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    Citazione Originariamente scritto da Calliope Vedi messaggio
    Sembra un miscuglio fa "L'ubriaco" e "Canzone delle osterie fuori porta" di Guccini, non so se conoscete...
    Sarà per questo che mi è piaciuto.....adoro Guccini

  9. #9
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    Gran bel libro. Padre alcolizzato ma a lungo andare simpatico, figli egoisti ed irriverenti (non tutti); romanzo scritto con brillantezza condito da una cupa - ma non troppo - ironia.

  10. #10
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    Copio e incollo il commento del GdL eliminando le anticipazioni sulla trama

    E' il secondo libro di Fante che leggo e indubbiamente il suo stile è inconfondibile, delicatissimo nel mescolare dramma e commedia. Ho trovato La confraternita dell'uva, rispetto a Chiedi alla polvere, meno struggente e più ironico, spesso divertente, a tratti grottesco, comunque pervaso di malinconia nascosta-ma-non-troppo tra le righe.
    I personaggi della famiglia Molise, seppure esasperati e caricaturali, possiedono caratteristiche facilmente riscontrabili nella realtà: alzi la mano chi non conosce almeno una coppia di sessanta-settantenni legati da un rapporto di amore-odio, che magari non si manifesta in modo così eclatante! E in quale famiglia non esiste un Virgil, magari solo un po' meno arido e cinico? O un Mario con le sue partite? E quale è la famiglia di origine che non condiziona la vita dei figli, pur maturi e con una famiglia propria (ovviamente accade anche il contrario, ma è un'altra storia...)?
    Difficile, nonostante tutto, non affezionarsi al rude, donnaiolo e ubriacone Nick Molise, con il suo contorno di amici fuori di testa della confraternita dell'uva; impossibile non sorridere alla sua ennesima "malefatta" ma impossibile, allo stesso tempo, non constatare tristemente come tutti e quattro i figli rappresentino l'evidente risultato della chiusura mentale del padre e dell'ambiente familiare in cui sono cresciuti.
    Fante non manca di sottolineare, seppur con leggerezza e con la solita ironia, le difficoltà di integrazione per chi aveva origini italiane; lo fa descrivendo gli amici della confraternita, tutti di origine italiana compreso il fantastico Angelo Musso, e soprattutto tramite il personaggio di Hilda Dietrich, la perfida suocera razzista di Henry Molise.
    Forse per me troppo poco corposo per essere un capolavoro, ma comunque un bel libro, apparentemente semplice, in realtà sottile.

  11. #11

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    m'avete fatto venire l'acquolina in bocca... lo inserisco nella mia listarella dei desii

  12. #12
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    Ho apprezzato moltissimo questo libro, ancora di più di 'Chiedi alla polvere'.

    Fante riesce con grande semplicità e spontaneità ad immergerci nel mondo di questa famiglia di immigrati italiani, nei loro vizi, nelle loro abitudini e nelle loro difficoltà.
    Nick Molise è l’assoluto protagonista di questa storia, ubriacone, donnaiolo, è un uomo che ha lavorato molto fin da bambino ma il suo carattere non l’ha per niente aiutato. Ma lui non cerca aiuto cerca solo un riconoscimento per una vita di lavoro… Riconoscimento che nessuno vuole dargli perché i suoi comportamenti non sono approvati da nessuno, né dal paese né tantomeno dalla famiglia, e sono compresi soltanto dai suoi compagni di gioco e di bevute, altri vecchi molto simili a lui…
    È la descrizione della difficoltà dei rapporti di una famiglia a cui il padre ha fatto molti torti, ma tutti i membri della famiglia hanno i loro molto evidenti difetti che Fante riesce ad evidenziare con grande ironia tanto che nessun personaggio risulta alla fine antipatico…
    Scaturiscono da questo ritratto molte riflessioni: i genitori influenzano sicuramente moltissimo la vita dei figli, ma fino a che punto sono responsabili di quello che diventano? E un figlio che riconosce nel padre il motivo di una vita difficile o di un fallimento fino a quando ha il diritto di sentirsi vittima e da quando inizia ad essere responsabile della sua vita? E poi seppure un figlio ritiene che il suo non sia stato un buon padre, ha il diritto di disinteressarsi di lui?

    In conclusione un libro ironico e scorrevole scritto con molta semplicità ed immediatezza ma che scava al di là delle semplici apparenze mostrando anche sentimenti, riflessioni, difficoltà sociali.

  13. #13
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    Libro molto bello. Immediato, scorrevole, la storia è normale, ma è ricca di sentimento. Ciò che domina il libro, secondo me, è il senso di colpa tipico dei figli nei confronti dei genitori.

  14. #14
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    Predefinito Fante, John - La confraternita dell'uva

    Genere romanzo Lingua originale inglese Protagonisti Henry Molise

    La confraternita dell'uva (titolo originale in inglese The Brotherhood of the Grape) è un romanzo di John Fante, pubblicato per la prima volta in volume negli Stati Uniti nel 1977, prima edizione italiana pubblicata come La confraternita del Chianti (tr. Francesco Durante, Milano: Leonardo, 1990; Marcos y Marcos, 1995). Il nuovo titolo italiano è stato dato a partire dall'edizione Einaudi (2004), con introduzione di Vinicio Capossela.

    Il romanzoNe La confraternita dell'uva John Fante descrive la storia di suo padre e dei suoi amici, «la storia di quattro italiani vecchi e ubriaconi», come egli stesso la definisce in una lettera a Carey McWilliams del 1974. Il vero protagonista del racconto è il vecchio Nick Molise, muratore in pensione in perenne conflitto col figlio Mario, con la moglie e con l'altro figlio scrittore, Henry Molise. In realtà si può intravedere attraverso la figura di Nick Molise quella del padre dell'autore. Il romanzo si snoda fra i conflitti familiari, le idee praticamente irraggiungibili di Nick ed i suoi progetti mai realizzati, il fallimento dei sogni e la finale comprensione dei propri limiti. Fante descrive in questo romanzo il difficile rapporto col padre tratteggiando con la sua solita ironia amara un ritratto impietoso e realistico della propria famiglia.

  15. #15
    Scrittore & Vulca-Mod
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    Claki ciao, ti raccomando di aprire i thread delle recensioni seguendo questo standard Cognome autore, Nome - Titolo libro
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