La Terra.
È la loro casa, vi sono nati e cresciuti, ma allo stesso tempo non vi hanno mai messo piede. E così la commozione di Anna e Hassan nel far ritorno al proprio pianeta, dopo quasi cinque anni, si accompagna alla meraviglia dell'entità estranea, che portano con sé, nell'approdare a un nuovo mondo.
I due superstiti della missione Isis vengono accolti come degli eroi, ma non possono goderne. L'intento che perseguono ha priorità su tutto il resto.
Accanto alla lotta interiore di Anna tra la nuova e la vecchia sé, si consuma quella contro le insidie recate dalla stessa Terra, e dai suoi abitanti, e quella ben più complessa che coinvolge i suoi sentimenti, che la costringeranno a compiere un'importante scelta per il suo futuro. Sul pianeta rosso, intanto, mentre la sua comunità accoglie l'equipaggio dell'Isis 2 e si prepara a fare altrettanto con la missione successiva, Melissa si ritrova a esplorare più a fondo la natura umana, dividendosi tra timore e disprezzo nei suoi confronti, e un crescente senso di appartenenza.
Ma qualcuno, incuriosito dall'improvvisa accelerazione dell'intero programma Isis, inizia ad avere dei sospetti.
Ora che l'avventura su Marte è finita, quale sarà la scelta di Anna? Che ne sarà della Terra?



Questo quarto episodio è probabilmente il migliore della serie per vari motivi. Su tutti, la maestria con cui l’autrice gestisce i flashback, le prospettive e i diversi punti di vista dei personaggi, fa emergere le sfumature psicologiche di ognuno di essi, ma anche e soprattutto il livello strutturale e l’ossatura stessa del romanzo. Dalle pagine traspare una “navigatezza” che lascia stupiti, un dosaggio della suspense e dei colpi di scena, delle spiegazioni scientifiche e dell’alternanza delle voci narranti, degni degli autori più blasonati. Ho trovato straordinaria la scena finale: Anna compie l’unica scelta possibile, di una coerenza che fa venire la pelle d’oca. Tra i personaggi secondari menzione di merito alla tenace e determinata Gabriella, come antagonista di Anna l’ho trovata perfetta. Peccato solo che lo “scontro” duri poco, avrei voluto vedere scorrere del sangue
Il mondo “marziano” creato dalla Monticelli mi mancherà. La grandissima forza di questa saga - l’ho sempre sostenuto in tempi non sospetti - è la verosimiglianza nonostante si tratti pur sempre di fantascienza. Mentre leggevo, mi sorprendevo spesso a pensare quanto fosse incredibilmente possibile lo scenario prospettato dall’autrice. E chissà se tra una ventina d’anni non ne avremo conferma.
Bravissima.