La libreria nel centro di Bologna è gremita. Il caldo soffocante di inizio estate non ha scoraggiato i lettori che attendono l'arrivo dell'autore del best seller del momento. Ci sono tutti, il libraio-imprenditore, gli addetti della casa editrice, il giovane talento, i giornalisti pronti a incensare a comando. Persino Alberto Costanzi, che ha sempre mal digerito quei fiumi di inchiostro spacciati ogni volta per capolavori assoluti, sembra essersi adeguato pacificamente e si prepara a fare solo qualche domanda di rito.
Manca l'autore però, che si presenta in condizioni preoccupanti e il mattino dopo viene trovato morto nella sua camera d'albergo, vittima di un delitto grottesco che ha tutte le apparenze di un vero castigo; pochi giorni dopo la stessa sorte tocca a un suo collega, colpito con inusitato furore!
Mentre i loro romanzi scalano le classifiche, le indagini finiscono presto in un vicolo cieco, anche a causa del tempo perduto dal commissario, più interessato alle testimoni che alla ricerca della verità. Toccherà ad Alberto Costanzi far luce sui fatti e spianare la strada all'esordio più brillante nella scena letteraria contemporanea.


Più che un giallo vero e proprio, mi è parso piuttosto un pamphlet per veicolare le opinioni personali dell’autore sullo stato politico-economico della nostra Italia. Temo di aver trovato il movente degli omicidi un po’ debole, sinceramente. Tutto sommato è stata una lettura passatempo scorrevole ma niente di indimenticabile. I dialoghi sono asciutti e lo spessore psicologico dei personaggi è piuttosto scarno.