1606. Catalina Solís, da poco rimasta vedova, ha lasciato
l’isola caraibica di Margarita e sta facendo rotta
verso Siviglia per soccorrere il padre, rinchiuso nelle carceri reali. Quando
lo raggiunge, l’uomo, ormai in fin di vita, la lega a un giuramento: scatenare
una terribile vendetta contro la potente famiglia dei Curvo, responsabile
della sua rovina. Catalina si prepara a mettere in atto il suo piano e, aiutata
da un’anziana curandera e da una fascinosa prostituta, si introduce nei bordelli
e nei salotti più influenti per portare a compimento il suo dovere di
sangue, ricorrendo all’arma più potente: la seduzione.
Matilde Asensi continua l’epopea di Terra Ferma e della sua eroina Catalina,
sullo sfondo di una capitale andalusa dominata dall’apparenza e dal vizio.



Noioso ai livelli del primo libro della trilogia, Terra ferma. Con un tema come quello della vendetta, in mano a un thrillerista con gli attributi questo romanzo sarebbe potuto risultare in una trama avvincente e in una prosa che ti tiene incollato alle pagine; invece la nostra Matilde perde sempre più smalto e ci propina una storiella noiosa e priva di nerbo. E’ un mero elenco cronachistico di azioni mirate a vendicarsi della morte del padre, con poche storyline a contorno. In un momento di masochismo forse vorrò leggere il terzo e –grazie a dio- ultimo libro della trilogia, ma diciamo che non fremo dalla voglia, ecco.