Ho riletto qualche giorno fa questo racconto edito nel 2008 dal Corriere della sera per la versione Corti di carta perché mi è capitato di vedere il film che ne hanno tratto.
Siccome durante la visione non ricordavo la storia, ero curiosa di scoprire se la mia memoria fa davvero così cilecca o se era stata stravolta dal regista/sceneggiatore.
La seconda ipotesi si è rivelata quella giusta, infatti nel film i protagonisti sono stati esasperati per renderli più caricaturali e più attuali.
Soprattutto Simonetta fa davvero ridere (per non piangere,ovvio ) mentre nel racconto resta all'ombra del marito (che nel film è solo fidanzato). E in più nel film c'è Geppi Cucciari,l'amica storica di Nina,la protagonista,che con le sue battute rende più piacevole la visione.
Il finale del film riprende un evento che accade nella storia, ma nel racconto non c'entra Nina.
La passione del titolo poi riguarda quella che nasce tra i protagonisti ed è sinistra (in quanto pericolosa) perché coinvolge le loro differenze politiche,sociali e culturali.

Forse così non vi ci ho fatto capire nulla , perciò vi invito a leggerlo (sono solo 93 pagine) e poi a vedere il film, per fare con me i dovuti paragoni.
Pur avendolo apprezzato,non posso dire che il libro sia migliore, perché il film, anche se non ha ripreso la vera storia, si lascia guardare e credo che se il regista avesse seguito la trama molte scene non sarebbero state divertenti.
Nel racconto però ho preferito i riferimenti politici che la Gamberale riporta alla fine dei capitoletti (assenti nel film).