Trama:
Lincoln Rhyme torna in scena, sulla scena del crimine, naturalmente: che questa volta si trova alle Bahamas ed è la stanza d'albergo in cui un cecchino ha ucciso Robert Moreno, cittadino americano, noto attivista a favore dei diritti dei popoli del Sud America. L'omicidio è stato commissionato dal governo degli Stati Uniti per sventare i piani terroristici dell'uomo, ma i primi accertamenti rivelano che Moreno stava preparando una manifestazione pacifica e non un attentato. Per Nance Laurel, rigida viceprocuratore distrettuale animata da una totale, quasi fanatica dedizione al suo mestiere, l'organizzazione che ha eliminato Moreno e altri due innocenti deve essere inchiodata alle sue responsabilità. Rhyme e la sua partner Amelia Sachs indagano seguendo la scienza e l'intuito, com'è loro abitudine. Nelle pieghe del caso si annida anche un killer con la passione per l'alta cucina, che sa usare da virtuoso i suoi sofisticati coltelli; e intanto nella Stanza della Morte vengono prese decisioni che ancora una volta rischiano di confondere colpevoli e innocenti.

Commento:

Dunque dunque.... il tanto atteso ritorno di
Lincoln Rhyme tutto sommato non mi ha deluso. Racconto atipico, per oltre metà libro non c'è nemmeno una prova da analizzare e la solita lavagna rimane quasi bianca. Più azione che scienza e analisi con ancora scorie e residui dal romanzo carta bianca........ Dopo circa 300 pagine arrivano finalmente le prove da analizzare con la consueta carambola di colpi di scena.
Ultime pagine a dir poco stucchevoli

Per gli appassionati di Lincoln Rhyme lo consiglio, per gli altri rimarrebbe una piacevole lettura non indimenticabile