Chiamato ad un orario non convenzionale, davanti al detective Alex Cross si presenta una scena terrificante: un'intera famiglia è stata trucidata a colpi di fucile e machete e i cadaveri sono stati impilati uno sopra l'altro. Tra questi c'è una sua ex dei tempi del'università. Sconvolto, inizia un'indagine che lo porta ben presto verso un gruppo di mercenari nigeriani che si lascia dietro troppi orrori. La caccia al capo di questo gruppo, che si fa chiamare La Tigre, prosegue fino in Africa, dove Cross si imbatterà non solo negli agguati delle gang collegate alla Tigre, ma anche nella corruzione della polizia locale e nei campi profughi. Arrivato vicino alla verità, sarà costretto a tornare a casa dove risalirà ai mandanti dei massacri.
Trama nel complesso buona anche se a tratti inverosimile, in tutto il libro Cross sarà oggetto di almeno una decina di agguati dove verrà sempre torturato e portato all'estremo delle sue capacità di resistenza: il viaggio in Africa rappresenta uno specchio di quello che successe in Darfur spero per non cavalcare l'onda mediatica di quel periodo. Anche con questo volume continua la fase calante di Patterson, lontana parodia ormai dall'autore degli inizi.