Dipende molto dal libro e da quello che lo scrittore evoca. In genere uso molto il tatto, come se la mia pelle vibrasse all'unisono con quanto leggo; e poi la vista e proprio come nella realtà di un dialogo o di una situazione reale, mi accorgo come, ad un tratto, sono solita a distogliere lo sguardo dal testo: rifletto, rievoco, guardo, immagino, metto in dubbio. L'angolo superiore destro, è lì che si concentra il tutto. Poi si abbassa e i miei occhi riprendono veloci la lettura, poi di nuovo su, a destra.