L'esponente più famoso della cosiddetta "poesia barona" ossia la poesia scostumata in dialetto veneziano che ebbe fama controversa durante il 1700 a Venezia. Appartenente al patriziato veneziano ebbe cariche pubbliche, seppur modeste, e scrisse non solo poesie inneggianti alla libertà sessuale ma anche contro il clero, intellettuali e i politici d'allora. Zorzi Baffo faceva parte di quella cultura libertaria che esprimeva il settecento illuminista e che auspicava un mondo libero da condizionamenti sessuali e religiosi. Considerato da molti contemporanei e anche successivamente poeta prevalentemente licenzioso con questa raccolta di poesie si riesce a coglierne anche il lati filosofici e sociali del suo poetare, anche se la parte oscena e irriverente è quella più apertamente e copiosamente usata.
Poeta da rivalutare e da leggere anche se il dialetto veneziano ne limita la fruizione, però lo consiglio per lo spirito libero che ancor oggi stupisce.