Si tratta di un libro di narrativa per ragazzi.

Viki, con la sorellina Brunilda e la madre Mara, è costretto a lasciare l'Albania e a raggiungere il padre in Italia. Affrontata la terribile esperienza della traversata su di un gommone, la famiglia di Viki si imbatte in una realtà ben più difficile di quella immaginata.

Ho apprezzato una delle ultime frasi del libro, che sintetizza il pensiero dell'autore: "Ho capito che in Europa non sempre giustizia e legalità coincidono: perché non sempre ciò che è legale è giusto...".

Ho trovato il volume apprezzabile da tanti punti di vista: perché riporta una storia vera, perché non enfatizza gli aspetti terrificanti, pur non negandoli (a Milano la famiglia di Viki è costretta a vivere in una baracca, vicina ad una fognatura a cielo aperto e in mezzo ai topi), perché sottolinea l'enorme difficoltà, per chi ha uno status di "irregolare", a rientrare nella legalità. Il linguaggio è volutamente semplice, ma non cade eccessivamente nello stile didascalico.