E' un libriccino del premio Nobel di lingua tedesca ma nata in Romania che parla proprio di questo suo essere estranea sia culturalmente che poi politicamente da tutti i luoghi dove lei poi ha vissuto. E' l'estraneità di chi non riesce ad assimilarsi perché sente vibrare dentro di sé altro da quello che prevale in quel momento.
Non l'ho trovato particolarmente a fuoco, per cui sospendo il giudizio non essendo questo un testo sufficiente per capire l'autrice. Francamente se ne può fare a meno anche se credo sia indispensabile a completare il quadro avendo letto tutto il resto.