Leon vive in un elegante appartamento con la giovane moglie Natalie, in un condominio progettato da un famoso architetto. Nonostante tutto sembri procedere per il meglio, l'uomo comincia a notare qualche dettaglio sospetto e un giorno la moglie scompare nel nulla. Leon è tormentato dall'idea di aver commesso qualcosa di irrimediabile e che siano tornati a manifestarsi i sintomi della grave forma di sonnambulismo che aveva funestato la sua adolescenza. Già allora, infatti, in quel durissimo periodo innescato dalla morte di entrambi i genitori, aveva avuto episodi violenti che lo avevano costretto per anni a seguire una cura psichiatrica. Terrorizzato da sé stesso, decide di piazzare una telecamera nella stanza da letto e monitorare i propri comportamenti. E cosí scopre la vita notturna della quale era totalmente inconsapevole...


Quando si approccia un libro di Fitzek, bisogna partire con un’apertura mentale che permetta di accantonare per un attimo la verosimiglianza e la logica. Do 4 stelle perché l’autore è bravo a trasmettere il senso d’angoscia del protagonista, per lo stile martellante e ansiogeno, e perché il tema del sonnambulismo mi affascina, come tutto ciò che ruota attorno ai meccanismi ancora sconosciuti del cervello umano. Che dire della trama? Beh, al diavolo la verosimiglianza e prendiamo la storia per quella che è, un po’ tirata per i capelli e altamente cinematografica (potrebbero benissimo farci un film). Il libro mi è piaciuto, soprassedendo a tutti i peli nell’uovo che potrei trovare. Ma va bene così, è sempre un piacere leggere questo autore di thriller psicologici.