Un Faulkner inedito ed il "solito" Faulkner coesistono in questo libro. Un Faulkner inedito perché il libro, ad un primo sguardo, si presenta come una sorte di giallo, con tanto di omicidio, anzi di omicidi, di accusato innocente, e di una sgangherata, quanto improbabile, squadra di "investigatori" (un ragazzino bianco, il suo inseparabile compagno di colore ed una arzilla settantenne bianca) decisi a smascherare, ognuno per ragioni diverse, il vero colpevole. Ma bastano poche pagine per capire che il "giallo" è solo una scusa usata da Faulkner per affrontare ben altre tematiche, e qui il Faulkner inedito lascia il posto al "solito" Faulkner con i temi - la giustizia, l'eguaglianza, ed in generale i rapporti tra bianchi e neri - e le ambientazioni - il Sud - a lui cari. Ancor più, possiamo parlare di un Faulkner inedito per i toni di questo libro, primo fra tutti quello della polemica, assente negli altri libri dell'Autore, e che in diversi punti del libro sfocia in vere e proprie filippiche, quasi dei "programmi politici" messi in bocca ad uno dei personaggi. Lo stile, il linguaggio sono, invece, quelli del "solito" Faulkner, perciò, nel decidere di leggere questo libro, conviene armarsi di tanta pazienza, esser consapevoli che non si sta iniziando una lettura facile e scorrevole, rassegnarsi al fatto di dover rileggere più volte alcuni passi, anche solo per ricordarsi il soggetto della frase.
Alla fine si viene ricompensati dalla consapevolezza di conoscere qualcosa in più di una realtà e di problematiche, che erroneamente e superficialmente associamo ad un secolo lontano e che invece, a ben rifletterci, erano realtà quotidiana non più di cinquant'anni fa.