Romanzo breve e sicuramente poco noto, pubblicato nel 1986.

Una città di mare che somiglia a Genova, un oscuro fatto di sangue, un cadavere anonimo, un uomo che istruisce una sua privata inchiesta per svelarne l'identità. Ma il procedimento di Spino, il detective della vicenda, non segue una logica di causa/effetto. Invece delle apparenze visibili egli cerca i significati che queste apparenze contengono e la sua ricerca corre sul filo ambiguo che separa lo spettacolo dallo spettatore. Così la sua inchiesta "impazzisce" e da indagine su una morte slitta sul piano delle segrete ragioni che guidano un'esistenza, trasformandosi in una sorta di caduta libera, vertiginosa e obbligata al tempo stesso: una ricerca senza respiro tesa verso un obiettivo che, come l'orizzonte, sembra spostarsi con chi lo segue. Un indimenticabile romanzo-enigma che sotto l'apparenza del 'giallo' nasconde un'interrogazione sul senso delle cose. (da IBS)

Volevo a tutti i costi leggere qualcosa di Tabucchi (uno scrittore che finora ho sempre apprezzato e mi ha dato l'opportunità di conoscere Pessoa ) nella Sfida letteraria degli autori italiani...ho iniziato e abbandonato Si sta facendo più tardi, perchè dopo le prime 2 lettere le altre le avevo trovate poco chiare e poco interessanti.
Non sono rimasta completamente soddisfatta neppure con questo, anche se lo stile di scrittura l'ho trovato un po' più scorrevole.
Forse è dipeso anche dal mio stato d'animo e dalla poca attenzione prestata durante la lettura, ma avrei preferito qualcosa di più appagante e coinvolgente, meno criptico nella storia, anche se non posso neppure dire che non mi sia piaciuto.
Se non si cerca di approfondire troppo e lo si gusta per le frasi scritte e le sensazioni che possono trasmettere, è meglio .
Peccato non avere più la possibilità di chiedere direttamente all'autore il vero significato di quest'opera...dovrei approfondire in rete se c'è qualche intervista fatta a suo tempo.