L'autrice indaga su un mistero familiare e scopre l'agghiacciante verità che riguarda le due prozie scampate, a differenza dei rispettivi mariti e figli, all'orrore della Shoà.

Tutte le storie, specie quelle che riguardano lo sterminio degli ebrei con il suo carico di orrori, sono da rispettare. Questa non fa eccezione, nonostante parli di una scelta che il nostro senso morale (insomma, il mio, almeno) non può condividere.

Detto questo, davvero non si può giustificare una scrittura così frammentaria, di difficile decodifica, priva di struttura e fondamentalmente povera di capacità narrativa e descrittiva. Insomma, una "prova letteraria" noiosa e di poco spessore. Davvero non mi sentirei di consigliarne la lettura!