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 Homeland

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Discussione: Kaplan, Andrew - Homeland

  1. #1
    Scrittore & Vulca-Mod
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    Predefinito Kaplan, Andrew - Homeland

    Beirut, 2006. Carrie Mathison, agente speciale della CIA, è vittima di un'imboscata mentre cerca di avvicinare il suo nuovo contatto, nome in codice Usignolo. Qualcuno ha fatto saltare la sua copertura, e non può che essere qualcuno dall'interno. Carrie affronta a muso duro il suo capo che, senza alcuna spiegazione, le toglie l'incarico e la rispedisce a Langley, la sede centrale della CIA. Esperta nel riconoscimento e anticipazione di schemi comportamentali, Carrie è fermamente convinta che un attacco terroristico sia imminente. Convinzione che, per l'agente speciale in continua lotta con un disturbo bipolare della personalità, si trasforma in una vera e propria ossessione. Tanto da spingerla a compiere un gesto di insubordinazione che potrebbe costarle la carriera e che invece le permette di trovare il legame tra Usignolo e Abu Nazir, il leader di Al-Qaeda in Iraq. Un attacco terroristico è davvero alle porte, va fermato a ogni costo. E Carrie è disposta a rischiare tutto pur di riuscirci. Homeland - In fuga è il miglior thriller ispirato a una serie televisiva mai scritto. Una lettura che terrà con il fiato sospeso tutti gli amanti delle spy story ad alto tasso adrenalinico e soddisferà la curiosità dei tanti fan della serie, scavando nella mente dei personaggi e svelandoci aspetti del loro passato mai raccontati fino a ora.

    Questo libro cronologicamente precede la vicenda trattata nella serie TV omonima. Mentre là si parte dalla storyline di Nicholas Brody, marine degli Stati Uniti disperso e ritrovato solo dopo 8 anni, qui troviamo Carrie Mathison, l’agente della Cia affetta da disturbo bipolare, intenta a scongiurare un attacco terroristico prima che lui entri in scena.
    L’incipit è talmente adrenalinico che non si riesce a staccare dalle pagine. La troviamo in fuga da un’imboscata a Beirut, in Libano, dove un suo informatore a quanto pare faceva invece il doppio gioco e l’ha tradita. Ebbene, dopo questo incipit incalzante le acque ristagnano purtroppo tra beghe burocratiche (Carrie viene richiamata in Usa per una rampogna ufficiale per aver fatto “saltare” la casa sicura), e tra flashback a mo’ di flusso di pensiero per inquadrarla meglio nel suo background familiare e la sua storia clinica, finché a un certo punto si torna finalmente in Iraq. Qui la suspense non molla il lettore per un attimo quando dall’aeroporto sono costretti a passare per la zona rossa presidiata da cecchini jihadisti e disseminata di mine: si sta in ansia per tutto il tragitto pur sapendo perfettamente che la “nostra” non può morire. Ho trovato avvincente anche la parte della trappola in cui finiscono così come anche la scena sul finale quando raggiungono uno dei 2 obiettivi (non posso spoilerare).
    Un appunto che faccio all’autore è aver fatto di Carrie un’assatanata di sesso (nella serie TV non è così, e Kaplan ne fa una donna superbella che potrebbe far cadere qualunque uomo ai suoi piedi. Non concordo con questo snaturamento del personaggio - ricordo che il libro è stato scritto DOPO la serie televisiva, non il contrario, quindi sono scelte consapevoli e arbitrarie da parte dell’autore).
    In definitiva, una lettura piacevole, indubbiamente da consigliare per gli appassionati della serie. Però resta il dubbio che se l’avesse preso in mano un thrillerista coi fiocchi, forse la resa sarebbe stata ancora più possente. Così rimane una lettura dignitosa, sì, ma non eccezionale.
    P.S: armatevi di pazienza perché non è facile raccapezzarsi in tutto quell'elenco di fazioni e gruppi religiosi musulmani e cristiani che vengono citati.

  2. #2

    Predefinito

    Non sapevo ci fosse un thriller, stavo per chiedermi che ci facesse questa discussione nella piccola biblioteca

    La serie mi è piaciuta parecchio, ma non credo di leggere anche questo...

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