“Ancora non sapete che non si può proibire di morire” grida Porzia dalle righe di Marziale. E per amore lo gridano molte donne dell'antichità, figure storiche e mitologiche le cui vite sono state segnate dalla passione. Eva Cantarella ci accompagna alla riscoperta delle donne dai grandi amori, guidandoci attraverso baratri tragici e lieti fini, giovani abbandonate, mogli infedeli e personaggi storici assurti a miti come Cleopatra, i cui amori hanno portato sino a quell'aspide, e al suo morso.
Tratto da “Dammi mille baci” e “L'amore è un dio”


Questo è un breve saggio sulla condizione femminile di donne realmente esistite nell'Antica Roma e di molte figure femminili leggendarie della mitologia greca. Ci sono anche ampie parti in cui si ripercorrono i miti più celebri, dal labirinto del minotauro alla guerra di Toia. Senza infamia e senza lode, scrittura semplice e scorrevole non mi pare che l'autrice volesse comunicare più di tanto ma solo riportare alcune storie al femminile senza approfondire (resta tutto molto superficiale).

Non mi sento di consigliarlo. Può essere una lettura introduttiva se non conoscete nessun mito greco e se siete interessati all'antropologia di genere ( si trova anche di meglio comunque).