Falques sta dipingendo un grande murale a rappresentare la guerra sulle pareti di una torre affacciata sul Mediterraneo. E' stato un reporter di guerra, mestiere che ha lasciato dopo che la sua compagna è stata uccisa da una mina durante la guerra in Croazia. Ivo Markovic quella guerra l'ha fatta ed è uno dei soggetti di una fotografia scattata da Falques, per le conseguenze della quale ha cercato il pittore di battaglie per ucciderlo. Inizia così una storia che racconta le reciproche storie e tra i due uomini si instaura un rapporto che è una confessione e forse una redenzione.

Un romanzo crudamente sincero ed introspettivo per l'autore che ha fatto il reporter di guerra per anni e che si interroga sul proprio mestiere che è quello di essere testimone di atrocità e forse a volte causa di alcune di esse. Nessuno è innocente quando ci si mette di mezzo la guerra, neanche chi vorrebbe solo raccontarla e pensa di essere una presenza neutra. Il romanzo dello scrittore spagnolo è molto bello, anche per la conoscenza profonda dell'autore della pittura, con i quali ci sono continui paralleli perché messa a confronto con la fotografia. Solo l'arte racconta la verità, mentre la fotografia è soggettiva. La lettura ha un ottimo ritmo e mantiene il suo interesse fino alla fine, che non è affatto scontata e che rivela ulteriori retroscena. Un autore da tenere presente.