Avevo già visto e rivisto l'omonimo film di Terrence Mallick tratto da questo libro, per questo mi ero già fatto un'idea, assolutamente personale, su cosa dovessi aspettarmi: una più vaga descrizione dei combattimenti (resi spettacolarmente nel film) a favore di un ulteriore caratterizzazione e introspezione psicologica dei personaggi (che comunque era già stata magistralmente resa nel film). Ebbene mi sbagliavo. Il romanzo parte molto lentamente descrivendo ogni minima azione "pratica" i personaggi compiono per prepararsi allo sbarco, senza sondare particolarmente i loro animi (addirittura meno di quanto succedesse nel film) e senza mai venire meno a questa dovizia di particolari, noiosi, atroci, scabrosi, eccitanti, conduce il lettore fin nel cuore della battaglia, dove ognuno si troverà trasformato da quello che l'autore chiama "torpore da combattimento".
Non ci sono digressioni psicologiche, nessuna filosofia, solo le crude situazioni che i soldati si trovano ad affrontare e le loro reazioni, estremamente sanguigne. Così, mentre mentre quei ragazzi vengono mandati al massacro (sia loro che dei loro nemici) come agnelli e la loro menti si assuefanno e si anestetizzano, con estrema naturalezza, all'idea della morte e delle uccisioni (così permangono anche a battaglia conclusa quando sono ormai reimbarcati per le retrovie, per il periodo di riposo), il lettore si trova a chiedersi, o almeno questo è quanto è successo a me, se quella "bestia della guerra" che si scatena in ognuno di loro, non viva rintanata e ben nascosta anche nel proprio cuore, pronta a esplodere nel caso un giorno dovesse trovarsi in una situazione simile.
In sostanza, il merito che attribuisco io a questo romanzo è quello di istillare nel lettore il dubbio che "non siamo esattamente quello che crediamo di essere", o almeno non solo; che ci sia qualcosa in fondo all'animo di ognuno, che nelle nostre tranquille vite da "civili" (...Borghesi? ...Borghesotti?) di cui neanche sospettiamo l'esistenza ma che nondimeno sarebbe in grado di sovvertire completamente, in una frazione di secondo, quell'ordine di valori, sensibilità e capacità di discernere il bene dal male, che molto faticosamente abbiamo imparato a conoscere e apprezzare nel corso degli anni.