L’ombra della civiltà maya giunge fino ai giorni nostri, viaggiando sulle spalle di Kukulkán, divinità dalle sembianze di serpente piumato, il cui ritorno segnerà la fine di un’era e l’inizio della successiva.
Attorno a questa inquietante attesa, si intrecciano le vite di diversi personaggi, che tappa dopo tappa si trovano ad affrontare i propri fantasmi e l’appuntamento con il proprio destino.
C’è il misterioso presidente di una organizzazione internazionale e sotterranea di “controllo”, il fantomatico Bill Chandler, giunto al punto di svolta in cui deve scegliere fra la sua vita privata e quella professionale; un ex agente di spionaggio rifugiatosi in una comunità di indigeni alla ricerca di se stesso; Jacinta, una madre disposta a tutto pur di garantire a suo figlio una vita serena; un adolescente messicano pronto per la vita adulta che riesce a capire come vincere le paure che ancora lo trattengono dal “salto”.
E c’è infine il racconto dell’origine di tutto, perché quando arriva la fine, bisogna voltarsi indietro e prendere coscienza di come è iniziata l’avventura.
La narrazione assume il ritmo di un viaggio, reale e metaforico, alla scoperta dei misteri più reconditi dell’animo umano.
Un romanzo intriso di credenze maya e tradizioni popolari, quasi un saggio sull'importanza delle piccole cose, sulla costruzione del proprio destino, sul mistero dell’amore e sul cammino verso la serenità dell’animo.
Lo stile fluente, rapido e tagliente fa si che il romanzo si legga tutto d’un fiato.
Un tascabile ottimo come compagno di viaggio e buono per tutte le età.

Citazioni:
"E nel corso degli anni ho compreso che la distanza fra l’essere felice e il non esserlo è un sottile filo di rasoio che accompagna la vita di ognuno di noi. Anche se non ce ne rendiamo conto e nonostante le mille peripezie e sofferenze della nostra vita, questa distanza rimane sempre intatta e solo noi possiamo decidere da che parte stare. Se essere felici o non esserlo. Tutto dipende da noi…"

“Il mondo finisce e ricomincia ogni istante in tante piccole cose che non vediamo ma che smuovono le montagne, le maree e, soprattutto, le nostre credenze. Noi moriamo e rinasciamo continuamente e la nostra anima si arricchisce di nuove ed entusiasmanti esperienze”.