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Discussione: Figli...

  1. #76
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    prima o poi mi farò sti 1.200 Km e ti verrò a trovare... davanti a un bicchiere di vino i discorsi teologici vengono meglio...
    la fede è come il sapere... ricordi Socrate? "Il sapere è sapere di non sapere"... Tu non lo sai, amico mio, ma la fede è già dentro di te...
    Ueh, son micca qui a misciare il lambrusco con l'acqua santa...


    Io non so se so di non sapere.
    Non so se sono o non sono.
    Non so neppure se ho quello che ho.
    Con buona pace di Shakespeare, Fromm & C.


    Milleduecento km ti suggerisco di farli per una bella gnoc*a...
    Accanto a cui provare il vero significato di essere, avere, sapere.




    PS): eh no, amico mio, mi dispiace per te,
    ma la nostra Ayu ha già la fede...


  2. #77
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    Ueh, son micca qui a misciare il lambrusco con l'acqua santa...

    Io non so se so di non sapere.
    Non so se sono o non sono.
    Non so neppure se ho quello che ho.
    Con buona pace di Shakespeare, Fromm & C.

    Milleduecento km ti suggerisco di farli per una bella gnoc*a...
    Accanto a cui provare il vero significato di essere, avere, sapere.

    tu sai benissimo chi sei e cosa vuoi, mio buon amico...
    per quanto riguarda le belle gnoc*he, io ci sono cresciuto in mezzo a loro e, tutt'ora (con grande disappunto di mia moglie) le frequento assiduamente: sai tra coro, catechismo e oratorio...è una vita dura la mia, che credi?

  3. #78
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    tu sai benissimo chi sei e cosa vuoi, mio buon amico...
    per quanto riguarda le belle gnoc*he, io ci sono cresciuto in mezzo a loro e, tutt'ora (con grande disappunto di mia moglie) le frequento assiduamente: sai tra coro, catechismo e oratorio...è una vita dura la mia, che credi?
    Apperò !!!


    Sento già il richiamo della fores.. oops pardon, fede !
    ("Beato sii, etc etc...")


  4. #79
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    Apperò !!!


    Sento già il richiamo della fores.. oops pardon, fede !
    ("Beato sii, etc etc...")

    caro Hot, non volevo trasformare questo thread da figli (scusa Ayu...) a Padre Nostro che sei nei cieli...
    però ti dico soltanto questa e poi basta: "non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori..." Alessandra non ha bisogno delle mie omelie... tu sei molto più "allettante" per me...

  5. #80
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    caro Hot, non volevo trasformare questo thread da figli (scusa Ayu...) a Padre Nostro che sei nei cieli...
    però ti dico soltanto questa e poi basta: "non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori..." Alessandra non ha bisogno delle mie omelie... tu sei molto più "allettante" per me...
    Da bambino, per anni i miei si sono sacrificati per buttar tutti giù dal letto presto domenica mattina, tirarsi a lucido e recarsi digiuni per la comunione in parata alla messa, di cui ricordo frasi senza senso in latino, il vestito buono dismesso da mio fratello grande, in cui stavo dentro due volte, e le piaghe provocate ai piedi da assurde scarpe in vernice.
    E sempre vi era qualcuno che parlava a nome di dio per redimere i nostri peccati, eletto da chi si è da sempre autonominato suo rappresentante in terra, arrogandosi il diritto di scagliare la prima pietra, e la seconda, e la terza...
    Bello che si festeggi il ritorno del figliol prodigo, addirittura sgozzando il vitello grasso, ma nulla si dica dell'altro che, rimasto sempre fedele, altro aveva fatto che il proprio dovere...
    No, non è un intervento fuori tema, avendo anzi molto a che vedere su come possano essere messi i genitori nelle condizioni di allevare i figli, in un mondo ove tutti ti guidano per mandato divino.
    Grazie non ho bisogno delle omelie di alcuno. Già sto pagando penitenza sufficente per guadagnarmi, se ci sarà, un paradiso.
    Pagamento in anticipo!

  6. #81
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    Io lo so che in questo forum ho condiviso poco di me e della mia vita, almeno direttamente, con le parole. A volte l'ho fatto con la musica, una poesia, un film, ma non è proprio la stessa cosa. Adoro i forum anche per questo, puoi partecipare senza metterti in gioco direttamente.
    E devo ammettere che io questo thread l'ho evitato come la peste per giorni interi, di proposito. Perché provengo e sono dentro un periodo un po' particolare, è come se stessi rinascendo, sto mutando, forse sto solo crescendo e l'argomento genitori/figli è un argomento vivo in me, tumultuoso, capace di farmi cambiare umore in un battito di ciglia. Ma ora condivido, se non altro perchè ho letto le vostre esperienze e mi sento un po' in dovere di farvi leggere la mia, ristabilendo la parità tra me e voi.

    La mia situazione da figlia è uguale a quella di Betty e di Hotwireless (che ringrazio perchè ha trovato le parole giuste che cercavo da tempo "crescere con la morte nel cuore", morte non solo in senso metaforico, ma non condivido oltre, non lo riterrei giusto). Il lato materiale e pratico, pragmatico non mi è mai mancato e mai mancherà, probabilmente perchè non l'hanno avuto loro da piccoli e giustamente non vogliono che i figli subiscano la stessa sorte. Non che ci abbiano concesso tutto, anzi (in famiglia siamo tre figli, due maschi e io); ci hanno educato al sacrificio, al non sprecare mai nulla, al valore del denaro e via dicendo. Il lato affettivo è stato ed è pressochè inesistente. Il semplice "come stai?" non è mai stato pronunciato, ma non per mancanza di interesse, ma perchè la loro educazione, sia quella che gli hanno imposto i miei nonni sia quella che loro hanno imposto a noi, semplicemente non lo prevede. E aggiungerei che c'è come una sorta di pudore, di prudenza su questo argomento. Aggiungo la completa mancanza di dialogo e il cocktail è pronto. L'affetto lo hanno sempre dimostrano diversamente, per esempio nel piatto pronto che ci fanno trovare ogni volta che torniamo a casa (io e mio fratello maggiore abitiamo fuori casa), nell'interesse se ho o meno abbastanza vestiti, coperte, se ho troppo freddo a Firenze, se vado dal medico anche solo per un raffreddore.
    A modo loro mi vogliono bene ed è questo il problema, a modo loro...
    E ringrazio nuovamente Hotwireless che ha trasposto nella realtà un dialogo con i miei genitori che ho creato nella mia mente, facendomi rendere conto che appunto andrebbe davvero così se ci parlassi.
    A modo loro...
    A modo mio, devo accettarlo e accettare loro. Punto. Senza più alcuna discussione. Ma mi è ancora molto difficile, me ne rendo conto scrivendolo.
    E mi rendo conto che per loro magari è difficile accettare me. Non sono mica la figlia perfetta, ci mancherebbe, anzi non ho risposto neanche minimamente alle loro aspettative e speranze, ne sono sicura... ma il punto è che non vedo un reale tentativo di compromesso tra me e loro, un venirsi incontro non c'è e allora li percepisco un po' come "una palla al piede" (scusate la metafora, è brutta, ma non trovo altro modo per esprimermi), un peso da trascinare quando in realtà voglio spiccare il volo, camminare con le mie gambe, correre lontano e scoprire il mondo perchè quello che ho conosciuto finora non mi basta.
    E allora l'unica soluzione è imparare a non sentirmi in colpa per loro e nei loro confronti...
    Citando uno scrittore senese studiato all'università, Federigo Tozzi, che scriveva alla sua fidanzata: "Perchè fare i figlioli crocifissi?"
    Ma anche questo non è di facile assimilazione e accettazione...

    Per quanto riguarda l'essere genitori... diciamo per il momento solo che sono contenta di leggere delle esperienze positive in tal senso... magari un'altra volta scriverò come la penso.
    Ultima modifica di Lin89; 03-12-2014 alle 05:35 PM.

  7. #82

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    Ecco, ne approfitto di questa bella deriva "catechistica" che sta prendendo il post per parlare invece della mia condizione di figlia, prendendo proprio spunto da questo argomento.
    I miei genitori possono avere tanti difetti, ma non smetterò mai di ringraziarli per avermi insegnato ad usare la mia testa. Sono nata in una famiglia atea, sono stata battezzata a due anni e mezzo solo per "dare pace" a mio nonno che in fin di vita avrebbe voluto vedermi "sistemata" (poi, va be', il furbetto ha stretto i denti ed è arrivato a vedermi diplomata). Poi mi hanno sempre spiegato quello che sapevano sulla religione, con tanto rispetto, cercando per quanto possibile di spiegarmi per quale motivo loro la domenica non andassero a messa come la gran parte dei genitori dei miei compagni di scuola. Ovviamente in qualche modo mi hanno sempre influenzata da questo punto di vista, ma ricordo benissimo che al momento di iscrivermi al catechismo mi hanno presa da parte e mi hanno detto che dovevo essere io a scegliere, ma soprattutto che una mia scelta non sarebbe stata "per sempre", che avrei sempre potuto tornare indietro e intraprendere anche la strada contraria, la cosa importante sarebbe stata essere sincera con me stessa. Insomma, io poi a catechismo non ci sono andata, ma ora, con una consapevolezza sicuramente diversa da quella che avevo in prima elementare, so che hanno sempre, sempre cercato di darmi gli strumenti per capire da sola che strada volessi seguire.
    E, insomma, questo in ogni aspetto della mia vita, dalla scelta della scuola superiore alle scelte su che tipo di persona voglio essere.
    E in fondo ora mi rendo conto della fatica che hannl dovuto fare per cercare di essere sempre presenti nella mia vita, presenti per davvero, nonostante il poco tempo che avevano a disposizione: fino alla terza media infatti ho praticamente vissuto con i miei nonni, perché i miei genitori lavoravano tutto il giorno, mi portavano a casa loro alle 7 del mattino e mi venivano a riprendere dopo cena. Eppure non ricordo di aver mai sofferto per questo, o di aver mai sentito la loro mancanza (forse perché avevo dei nonni fantastici che hanno saputo colmare tutte le mancanze), però un pochino sì, credo di averne risentito, più che altro per l'intimità che con loro fatico a raggiungere: mi apro poco, tendo a tenermi tutto dentro anche quando so che loro vorrebbero sentirmi più vicina, ma non so, per quanto voglia loro davvero bene, non riesco ad aprirmi.

  8. #83
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    Da bambino, per anni i miei si sono sacrificati per buttar tutti giù dal letto presto domenica mattina, tirarsi a lucido e recarsi digiuni per la comunione in parata alla messa, di cui ricordo frasi senza senso in latino, il vestito buono dismesso da mio fratello grande, in cui stavo dentro due volte, e le piaghe provocate ai piedi da assurde scarpe in vernice.
    E sempre vi era qualcuno che parlava a nome di dio per redimere i nostri peccati, eletto da chi si è da sempre autonominato suo rappresentante in terra, arrogandosi il diritto di scagliare la prima pietra, e la seconda, e la terza...
    Bello che si festeggi il ritorno del figliol prodigo, addirittura sgozzando il vitello grasso, ma nulla si dica dell'altro che, rimasto sempre fedele, altro aveva fatto che il proprio dovere...
    No, non è un intervento fuori tema, avendo anzi molto a che vedere su come possano essere messi i genitori nelle condizioni di allevare i figli, in un mondo ove tutti ti guidano per mandato divino.
    Grazie non ho bisogno delle omelie di alcuno. Già sto pagando penitenza sufficente per guadagnarmi, se ci sarà, un paradiso.
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    vedo con piacere che ti stai aprendo... vengono fuori "i traumi" adolescenziali causati da una errata "educazione cattolica" propinataci da tanti "preti-utili idioti" e da un bigottismo ereditato da secoli, purtroppo, di oscurantismo della nostra amata Madre Chiesa... Curiosamente è da anni che "combatto" con mia moglie per la parabola del figliol prodigo: anche lei, come te e tanti altri, non la manda giù "Ma come? quello si è comportato sempre bene e non gli dai neanche 'na gallina spelacchiata? Quell'altro s'è magnato pure l'anima de li mortacci sua e uccidi il vitello grasso? Troppo ingiusta 'sta parabola..." Perfettamente d'accordo. Sai quanti tomi e tomi sono stati scritti sul figliol prodigo? E, finalmente, da qualche anno, è stato cambiato il titolo: non più del figliol prodigo, bensì "Del Padre Misericordioso"... che già così, si capisce meglio Vedi, il protagonista della parabola è sempre stato il Padre, non il figlio scialacquone... Bisognava soltanto mettere in risalto la bontà del padre e spiegare come voleva fare Gesù che i frutti del nostro comportamento li raccoglieremo dall'altra parte, che l'amore chiama amore e solo l'amore deve essere la strada giusta per il nostro cammino... Le parabole sono allegorie, sono "fatterelli" che Gesù usava per far capire ai sempliciotti... ma i "Dottori" della Chiesa le hanno capite più tardi dei sempliciotti a cui erano destinate...
    E' molto più facile che tu sia già in paradiso che qualcuno dei sapientoni che scorrazzano per i corridoi del Vaticano... ma anche per loro (per fortuna) la strada si sta mettendo in salita...

  9. #84
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    Tu non lo sai, amico mio, ma la fede è già dentro di te...
    Scusami maclaus, ma questa frase la trovo una grandissima mancanza di rispetto nei confronti della spiritualità (o mancanza d'essa) e dell'intelligenza di un essere umano. Non voglio creare nessun flame eh, ci mancherebbe. Esprimo solo un mio parere nei confronti della frase e non di te in quanto persona, che sicuramente l'hai scritta in buona fede e in rappresentanza di qualcosa in cui credi veramente.
    E' il solito problema di chi ha appunto fede, crede di sapere la verità mentre chi fa una scelta differente (perchè questa sì che è una scelta di vita) non lo sa o non vuole saperlo o fa finta di non saperlo.
    Hotwireless non mi sembra un tipo che non riflette sulle cose, soprattutto se importanti come questa e tante altre. Avrà pieno possesso delle sue facoltà per decidere da che parte stare e non è solo questione di "un'errata educazione cattolica".
    Lo dico perchè mi sento toccata da vicino, quella frase me la sento ripetere da anni.

    Abbasso l'evangelizzazione.
    Viva la diversità.

  10. #85
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    Citazione Originariamente scritto da Lin89 Vedi messaggio
    Scusami maclaus, ma questa frase la trovo una grandissima mancanza di rispetto nei confronti della spiritualità (o mancanza d'essa) e dell'intelligenza di un essere umano. Non voglio creare nessun flame eh, ci mancherebbe. Esprimo solo un mio parere nei confronti della frase e non di te in quanto persona, che sicuramente l'hai scritta in buona fede e in rappresentanza di qualcosa in cui credi veramente.
    E' il solito problema di chi ha appunto fede, crede di sapere la verità mentre chi fa una scelta differente (perchè questa sì che è una scelta di vita) non lo sa o non vuole saperlo o fa finta di non saperlo.
    Hotwireless non mi sembra un tipo che non riflette sulle cose, soprattutto se importanti come questa e tante altre. Avrà pieno possesso delle sue facoltà per decidere da che parte stare e non è solo questione di "un'errata educazione cattolica".
    Lo dico perchè mi sento toccata da vicino, quella frase me la sento ripetere da anni.

    Abbasso l'evangelizzazione.
    Viva la diversità.
    lungi da me la mancanza di rispetto verso la spiritualità e l'intelligenza dell'essere umano Andrea ha capito senz'altro il senso della mia frase e non mi permetterei mai di "sminuire" la sue facoltà intellettive. Queste di oggi sono "schermaglie" dialettiche, con Hot, derivanti da precedenti "discussioni" tra me e lui e che forse non ti sono sembrate chiare, non conoscendo il pregresso "carteggio" tra di noi...
    Io non voglio fare catechismo in questa sede... scusatemi. Mi ero già accorto prima (vedi post precedente) che stavamo uscendo fuori dal seminato...

  11. #86
    Πάντα ρει ώς ποθαμός
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    "Ti dono Satyrion, ti concedo di abitare il ricco paese di Taras e diventare flagello degli Iapigi."
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    Citazione Originariamente scritto da Jessamine Vedi messaggio
    Ecco, ne approfitto di questa bella deriva "catechistica" che sta prendendo il post per parlare invece della mia condizione di figlia, prendendo proprio spunto da questo argomento.
    Non entravo in questo topic da molto tempo e prendo in prestito le parole della cara Jess per dire la mia su questo punto, che mi tocca sempre molto intimamente.

    Breve quadro del contesto in cui vivo e sono vissuta: il mio è un paesino sperdutissimo, 5300 anime, tutti sanno tutto di tutti, comunità chiusa e ripiegata su se stessa. Vige il "devi assolutamente comportarti in questa maniera, sennò gli altri che devono dire/pensare?". Chi fa, chi pensa, chi agisce diversamente è tacciato, appunto, di diversità. E si sa che la diversità spaventa, perchè non viene compresa, e automaticamente esclusa.

    La mia famiglia non è da meno: comportiamoci in questo determinato modo, così saremo una famiglia "normale" e nessuno potrà dire nulla su di noi. Ovviamente, la religione occupa un posto importante nella vita di qualsiasi famiglia che si rispetti, anche se di facciata (piccolo particolare...). Come figlia, ho avuto cuncta solita, cioè tutti i sacramenti normali di ogni bambino. I miei genitori non si sono mai posti il problema di chiedermi quale fosse il mio pensiero a riguardo, semplicemente perchè loro una seconda opzione non la contemplano. Si fa così e basta, perchè tutti fanno così.

    Io sono sempre stata insofferente alle regole, specie se attenevano al mio mondo spirituale. Da grande, poi, ho avuto modo di intraprendere determinati percorsi interiori che mi hanno portata ad essere decisamente, fieramente e totalmente atea. I miei questo non lo accettano, perchè l'accettazione implica la comprensione. Per loro sono "la figlia strana" e anche oggi, a 26 anni suonati, quando con qualcuno parlo di religione e in loro presenza, abbassano lo sguardo. A me questo ferisce (rectius: feriva), perchè dimostrano di non fare neanche mezzo passo verso di me.

    Il fatto di dover crescere e vivere in quest'aura di mediocrità e ottusità perenne e strisciante non lo sopporto. Parola d'ordine, almeno la mia: libertà.

  12. #87
    d'ya think i'm stupid?
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    Avrei tantissime cose da dire, incrociando quanto detto sin qui soprattutto da Mac con le altre amiche, con me un po' come dire nel mezzo.
    Voglio però in questo post specifico astenermi, per dedicarlo tutto intero a queste tre ragazze fantastiche, che già sapevo valide persone, ma che aprendosi in questo 3D mi hanno reso orgoglioso di vantare la loro amicizia -se pure "solo" virtuale- lasciando scoprire di se stesse un'interiorita' profonda, sensibile e profondamente vissuta e sofferta, ben lungi dalla banale vuota superficialità che sommariamente e presuntuosamente le nostre generazioni attribuiscono ai giovani.
    Credo che qualsiasi dio sarebbe al settimo cielo (vabbe, non rinuncio alle battute!) se al posto di ogni mille pedanti fedeli bigotti e intransigenti su cose che essi stessi non capiscono e sostengono per tradizione e partito preso, vi fosse una di queste ragazze che proprio causa certa chiesa si definiscono esse stesse atee, ma che in realtà hanno dentro di loro l'essenza di qualunque sia il dio percepito dall'uomo.
    E credo che anche il buon Mac abbia nulla che eccepire.

    Magenta, Lin e Jessamine ...
    GRAZIE

  13. #88
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    vedo con piacere che ti stai aprendo... vengono fuori "i traumi" adolescenziali causati da una errata "educazione cattolica" propinataci da tanti "preti-utili idioti" e da un bigottismo ereditato da secoli, purtroppo, di oscurantismo della nostra amata Madre Chiesa... Curiosamente è da anni che "combatto" con mia moglie per la parabola del figliol prodigo: anche lei, come te e tanti altri, non la manda giù "Ma come? quello si è comportato sempre bene e non gli dai neanche 'na gallina spelacchiata? Quell'altro s'è magnato pure l'anima de li mortacci sua e uccidi il vitello grasso? Troppo ingiusta 'sta parabola..." Perfettamente d'accordo. Sai quanti tomi e tomi sono stati scritti sul figliol prodigo? E, finalmente, da qualche anno, è stato cambiato il titolo: non più del figliol prodigo, bensì "Del Padre Misericordioso"... che già così, si capisce meglio Vedi, il protagonista della parabola è sempre stato il Padre, non il figlio scialacquone... Bisognava soltanto mettere in risalto la bontà del padre e spiegare come voleva fare Gesù che i frutti del nostro comportamento li raccoglieremo dall'altra parte, che l'amore chiama amore e solo l'amore deve essere la strada giusta per il nostro cammino... Le parabole sono allegorie, sono "fatterelli" che Gesù usava per far capire ai sempliciotti... ma i "Dottori" della Chiesa le hanno capite più tardi dei sempliciotti a cui erano destinate...
    E' molto più facile che tu sia già in paradiso che qualcuno dei sapientoni che scorrazzano per i corridoi del Vaticano... ma anche per loro (per fortuna) la strada si sta mettendo in salita...
    Vabbeh, rimane chiaro che sembriamo un po' la parodia di Peppone e don Camillo, e che ci scorniamo con una chiarezza che ci fa intravvedere laggiù in fondo qualche possibilità di identificazione dei reciproci obiettivi, tu nell'ambito di una chiesa che cerchi di togliere dalla naftalina, io nell'accezione che dovendosi comportare bene l'essere umano per maturità e rispetto reciproco, lasci il potere temporale alla politica e alle leggi, rivalutando la religiosità intima in ciascuno di noi.
    Il tutto senza uscire dalla considerazione che tali argomenti sono uno dei pilastri dei rapporti tra le generazioni.
    Approvo molto la "sportività" piuttosto moderna di Mac, secondo atteggiamenti oggi intrapresi anche dalla stessa chiesa, in cerca di un rinnovamento che il tempo ci dirà se era solo di immagine o sincero.
    Ma già mi trovo a dissentire quando, nell'intento di apparire illuminati, i teologi spostano l'asse della parabola dal figliol prodigo al padre, per sottolineare la misericordia di dio e che i frutti del nostro comportamento li raccoglieremo dall'altra parte... A me non serve la misericordia di chi ha creato tanta tristezza. Di cosa vorrebbe farmi sentire colpevole? Io, povero essere minuscolo e insignificante ...
    E a cosa mi serve raccogliere i frutti in un ipotetico aldilà!?
    La vita è qui, adesso, e se mi comporto bene non è perché miro ad un premio: questo è un discorso da immaturi o peggio ruffiani. O da chi china la testa davanti ai prepotenti, che tanto loro poi verranno puniti con le fiamme eterne... deboli schiavi frustrati.

  14. #89
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    Vabbeh, rimane chiaro che sembriamo un po' la parodia di Peppone e don Camillo, e che ci scorniamo con una chiarezza che ci fa intravvedere laggiù in fondo qualche possibilità di identificazione dei reciproci obiettivi, tu nell'ambito di una chiesa che cerchi di togliere dalla naftalina, io nell'accezione che dovendosi comportare bene l'essere umano per maturità e rispetto reciproco, lasci il potere temporale alla politica e alle leggi, rivalutando la religiosità intima in ciascuno di noi.
    Il tutto senza uscire dalla considerazione che tali argomenti sono uno dei pilastri dei rapporti tra le generazioni.
    Approvo molto la "sportività" piuttosto moderna di Mac, secondo atteggiamenti oggi intrapresi anche dalla stessa chiesa, in cerca di un rinnovamento che il tempo ci dirà se era solo di immagine o sincero.
    Ma già mi trovo a dissentire quando, nell'intento di apparire illuminati, i teologi spostano l'asse della parabola dal figliol prodigo al padre, per sottolineare la misericordia di dio e che i frutti del nostro comportamento li raccoglieremo dall'altra parte... A me non serve la misericordia di chi ha creato tanta tristezza. Di cosa vorrebbe farmi sentire colpevole? Io, povero essere minuscolo e insignificante ...
    E a cosa mi serve raccogliere i frutti in un ipotetico aldilà!?
    La vita è qui, adesso, e se mi comporto bene non è perché miro ad un premio: questo è un discorso da immaturi o peggio ruffiani. O da chi china la testa davanti ai prepotenti, che tanto loro poi verranno puniti con le fiamme eterne... deboli schiavi frustrati.
    La vita è adesso, nel vecchio albergo della terra
    e ognuno in una stanza, in una storia... il buon, a me tanto caro Claudione...

    Sei grande Hot... è da tanto tempo che non avevo un interlocutore formidabile come te...

    Approfitto dell'occasione per chiarire alle "ragazze atee" che io sono totalmente solidale con loro e che la mia "battaglia teologica" la combatto dall'interno...
    I concetti qui da me esposti (pochi e forzatamente "ristretti") li difendo anche davanti a fior di sacerdoti e vescovi... e non crediate che i miei pensieri siano tanto lontani dai vostri...

  15. #90
    Scimmia ballerina
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