Questo testo credo rappresenti il massimo della saggistica in materia di spiritualità e religiosità, e l'autore opera questa disanima nominando solo raramente parole come "dio" o "religione".
Come in diverse delle sue opere, Galimberti parte invece dal principio di identità di Platone, da cui è disceso il concetto di "ragione", su cui l'Occidente ha fondato la sua storia e mostra come questo abbia condotto la nostra civiltà alla soppressione del sacro dalla vita della società, nella presunzione di poter abitare una terra senza il male, appunto. A livello più individuale, l'autore illustra come questa pretesa alla base del nostro progresso e dominio scientifico, ci abbia conseguentemente collocati di fatto in una dimensione di alienazione nei confronti del cosmo e dell'armonia degli opposti, per cui invece siamo stati creati e a cui siamo chiamati a concorrere.
Come Jung all'inizio del secolo scorso ebbe a sostenere: solo nel riconoscimento della divina follia che alberga nel nostro inconscio, nella rinuncia a voler essere padroni assoluti del significato della realtà, nel riconoscimento dei simboli che rimandano a qualcosa di più grande di noi, che possiamo si intuire ma non possedere, e al tempo stesso neanche concederci totalmente a questo abbandono, si trova la chiave dell'equilibrio.
Tra diversi testi di filosofia, che io profano della materia ho letto nel corso degli anni, questo è indubbiamente tra quelli che espongono tra i concetti più complessi e astratti che caratterizzano l'esistenza umana. Non di meno questo autore ha ribadito la sua straordinaria capacità divulgativa, nel rendere alla portata di chiunque abbia voglia di cimentarsi in una simile lettura (che rimane senza dubbio impegnativa), di offrire, o di lasciare anche solo intravedere, una via alla risoluzione dei conflitti interiori tra ragione e spirito, che in piccola o grande misura tutti in taluni periodi della vita si trovano ad affrontare, una proposta che personalmente leggendo non ho potuto fare a meno di identificare in una sola parola.
Pace.