"Cosa significa essere donna nel Giappone del duemila? Superati gli stereotipi della geisha tutta raffinatezza e sottomissione o dall'imperturbabile e androgina donna manager, la realtÓ femminile nella societÓ nipponica odierna - un mondo in rapida evoluzione dove le donne godono di libertÓ economica e sessuale senza precedenti - Ŕ tutta da scoprire. E' quanto emerge dai racconti di "No geisha", scritti da autrici assai eterogenee e tradotti per la prima volta in Italia, che dipingono con efficacia una femminilitÓ ricca di sfumature: un occhio di riguardo per l'eros, ma anche il senso di maternitÓ, gli affetti, la perversione, la morte.
Adolescenti o cinquantenni, mogli o single, liceali o donne in carriera, madri, casalinghe, prostitute: le protagoniste di questi otto racconti ci svelano, senza falsi pudori, un'ampia gamma di esperienze e ci accompagnano nella narrativa femminile giapponese del Terzo millennio."

Sono rimasto affascinato da questo libro di otto racconti di altrettante autrici giapponesi, una lettura scorrevole e piacevole. Le storie riflettono le esperienze di protagoniste molto diverse fra loro: tre sono narrate da adolescenti, quattro da lavoratrici e uno da una casalinga. le storie sono a tratti, delicate ed esplicite, incalzanti e aggressive, intense e ironiche... ovviamente ci sono alti e bassi tra un racconto e l'altro, leggere "Piss" Ŕ stato un pugno nello stomaco! Uno dei racconti pi¨ duri di sempre; "Fiesta" Ŕ il racconto pi¨ originale e divertente che abbia mai letto; "Le labbra del figlio" ha un'atmosfera decisamente murakamiana; "L'ombra dell'orchidea" e "Uovo infecondo" ti fanno riflettere; "La stanza" Ŕ inquietante; mentre "Milk" e "Inside" non mi hanno suscitato grandi emozioni.

Sono curioso di sapere se qualcuno l'ha letto o pensa di leggerlo. Fatemi sapere!