In principio, nel III secolo a.C., si chiamarono munera, cioè obblighi verso i defunti. Poi il nome rimase, ma via via i combattimenti gladiatorii persero il carattere di cerimonia funebre e acquisirono quello di festività offerte da personalità politiche e dall'imperatore per procurarsi consenso, secondo la nota espressione di Giovenale: panem et circenses. Una tradizione che durò oltre sette secoli nel segno dell'intrattenimento grandioso, esotico, violento e globale. Vero e proprio spettacolo interattivo cui il pubblico partecipava non solo con le incitazioni ai contendenti, ma anche decidendo il destino dei vinti. In questo libro l'autrice descrive la scena e i retroscena di un costume che ha attraversato i secoli.

Un bel libro che descrive il mondo dei gladiatori che si rivolge però ad un pubblico che ha solo le nozioni scolastiche su questo argomento. Il linguaggio scorrevole, la ricchezza di aneddoti e la completezza dei contenuti ne fanno un ideale libro di divulgazione storica. Consigliato a tutti coloro che ne vogliono sapere di più. E' un piacevolissimo libro di storia, anche se non davvero approfondita.