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Dalla parte di Swann (o La strada di Swann)

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
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Discussione: Proust, Marcel - Dalla parte di Swann (o La strada di Swann)

  1. #1
    Scimmia ballerina
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    Predefinito Proust, Marcel - Dalla parte di Swann (o La strada di Swann)

    Caro Marcel, sei bravo, hai talento, ma per me è NO!
    Per l'amor di Dio, questa è senz'ombra di dubbio un'opera eccellente e memorabile, ma che noia! Pagine e pagine e pagine di descrizioni di chiese, campanili, strade, fiori, asparagi, pettegolezzi e chi più ne ha più ne metta. Sarà anche alta letteratura, ma se mi annoia mi passa la voglia di leggerlo. Credo sia un po' come ascoltare Wagner: bello, ma che due palle, dopo un po' stufa!
    Detto questo, non posso non riconoscere la grandezza di quest'opera e darle almeno la sufficienza. Alcuni passi sono davvero spettacolari. Diciamo che un volume della Recherche si può leggere e, anche se mi sono annoiata un po', non mi è dispiaciuto e non mi sono pentita di aver intrapreso questa lettura.
    Ora però, basta, posso tornare a leggere altro. Tra Proust e Moccia ci sono tante vie di mezzo a me più congeniali!

  2. #2
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  3. #3
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    Proust indubbiamente sa usare bene le parole ma spesso si lascia prendere la mano e si lancia in pagine e pagine di descrizioni minuziose che alla fine innervosiscono. In alcuni punti (vedi bacio della mamma) è troppo cerebrale, in altri (descrizione cattedrale Combray e fiori preferiti) troppo minuzioso... insomma, con un po' di sintesi secondo me lì libro ne avrebbe guadagnato.. ma è anche vero che questa sarà la sua peculiarità, quindi ala fine amare o no Proust credo sia solo un fatto di gusti personali, al di là dell'opera.
    Non è stata una lettura facile e, lo ammetto, a tratti è stato molto faticoso andare avanti. La seconda parte, quella dell'amore di Swann, è la più interessante e anche la più scorrevole, ma prima di andare avanti con la Recerche aspetterò un bel po'.

  4. #4
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    Questo primo tassello della Recherche muove sul terreno mutevole della memoria.
    -Suppongo che sarà così anche per i rimanenti volumi, ma non credo avrò modo di verificarlo tanto presto...-

    Il potere evocativo dei ricordi suscita identiche e piacevoli sensazioni nel lettore, altrettanto gradevoli gli spaccati di vita nei salotti, divertenti e sottilmente ironici.

    -E ora passo all'altro lato della medaglia -

    tutte queste ottime qualità quasi si perdono in un oceano di noia,ridondanza e infiniti rimandi (ma quante cose ci volevi dire caro Marcel?....) rimandi che quando non possono essere immediatamente consultabili, amplificano il senso di incomprensione/incompletezza.

    Inoltre il romanzo è diviso in tre parti. La prima e l'ultima narrate in prima persona e il blocco centrale" Un amore di Swann" che poi è un romanzo a sè, in terza persona.
    Questo complica un po' le cose, soprattutto sul piano temporale,ma ci si adatta

    Non sono una lettrice pentita ma nemmeno soddisfatta, ritengo che la leggibilità, requisito fondamentale in un romanzo, -pur prevedendo nel caso di questo particolare scrittore una maggiore adattabilità da parte del lettore-,sia molto carente.

    concludendo: buona la prima,ma io non replico

  5. #5
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    L'ho letto così tanti anni fa che ho qualche dubbio sul contenuto , ricordo che non lo finivo più, ci avevo impiegato sei mesi
    Quello che ricordo:
    - Proust ha un modo di scrivere ineguagliabile e usa le parole come nessuno
    - Prima parte: tostissima, indubbiamente profonda ma per quanto mi riguarda prevaleva la noia
    - Seconda parte: ripetitiva ma più leggibile
    - Terza parte: mi era piaciuta molto, il sentimento nei confronti di Gilberte (?) era descritto in modo molto delicato e non mi aveva annoiato.
    Non ho ancora avuto il coraggio di prendere in mano il secondo volume!

  6. #6
    *MOD* Monkey Member
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    Predefinito Dal GdL

    La strada è stata faticosa, a tratti ho arrancato, a tratti era in discesa, non sono pentita di averla intrapresa, ho cercato le solite assonanze con la mia persona/personalità, ma mi fermo qui, non ho assolutamente voglia di proseguire nella ricerca del tempo perduto, la farò attraverso altre letture .

    Avevo già letto un estratto pubblicato come racconto lungo o romanzo breve, e non mi aveva più di tanto colpita, qui qualcosa in più l'ho trovata, ma non è bastata per farmelo apprezzare come altri libri letti insieme di cui serberò sempre un caro ricordo nel cuore.

    Posto il finale:
    I luoghi che abbiamo conosciuti non appartengono soltanto a mondo della spazialità nel quale li situiamo per maggior facilità. Essi non erano che un'esile sezione praticata tra impressioni contigue che formavano la nostra vita di allora; il ricordo di una certa immagine non è che la nostalgia di un certo istante; e le case, le strade, i viali, sono fuggiti, ahimè, come gli anni.

  7. #7
    ParallelMind
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    La strada è stata faticosa, a tratti ho arrancato, a tratti era in discesa, non sono pentita di averla intrapresa, ho cercato le solite assonanze con la mia persona/personalità, ma mi fermo qui, non ho assolutamente voglia di proseguire nella ricerca del tempo perduto, la farò attraverso altre letture .

    Avevo già letto un estratto pubblicato come racconto lungo o romanzo breve, e non mi aveva più di tanto colpita, qui qualcosa in più l'ho trovata, ma non è bastata per farmelo apprezzare come altri libri letti insieme di cui serberò sempre un caro ricordo nel cuore.

    Posto il finale:
    I luoghi che abbiamo conosciuti non appartengono soltanto a mondo della spazialità nel quale li situiamo per maggior facilità. Essi non erano che un'esile sezione praticata tra impressioni contigue che formavano la nostra vita di allora; il ricordo di una certa immagine non è che la nostalgia di un certo istante; e le case, le strade, i viali, sono fuggiti, ahimè, come gli anni.
    Eh pero`che finale..
    In vita mia giuro,parole piu`profonde ed eccelse le ho quasi mai lette,sentite.
    Riflettete gente,riflettete.
    La memoria alla fine e`solo uno scherzo,un dolce sentimento smarrito a volte ritrovato,sbiadito via dal tempo,e dal mondo.

  8. #8
    Vagabonding Member
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    Ero indecisa se dire o no la mia anche qui, visto che ho già messo il mio commento su Proust e All'ombra delle fanciulle in fiore nel topic della Recherche... Però ci tenevo a ribadire una cosa, che chiaramente è una mia personale opinione ed è anche frutto del mio indiscusso amore per Proust e il suo stile... ed è appunto questa: che secondo me non si può prendere questo'opera come un semplice "romanzo", perchè altrimenti è facile che si finisca per considerarlo interessante ma eccessivamente prolisso, iper-descrittivo, alla lunga estenuante. Già leggendo il primo romanzo, e ancor di più proseguendo nell'impresa, ci si rende conto che il vero soggetto della sua colossale opera non coincide con la trama, ovvero la vita del Narratore: se così fosse il materiale sarebbe troppo ampio, troppo dispersivo, e soprattutto raccontato in modo troppo dettagliato da risultare non solo avvincente ma anche minimamente godibile.

    Io credo che la Recherche non sia un romanzo tradizionale, ma una declinazione unica e particolarissima di un romanzo psicologico... Per non diventare matta a ripetermi, riporto un pezzo del mio commento già postato dall'altra parte:
    Proust non è solo un poeta inarrivabile, non è solo un conoscitore straordinario dell’animo umano e delle sue più intime dinamiche... è anche un nevrotico, la cui sensibilità (intesa proprio come "impressionabilità" rispetto a tutto ciò che lo circonda) è talmente elevata da far sì che non possa fare a meno di sezionare la propria vita in ogni suo più piccolo ed elementare aspetto, cercando, soppesando, analizzando, rivoltando senza posa... La stessa precisione, la stessa esasperante meticolosità egli la riversa poi nella scrittura, che straborda di riferimenti, citazioni, digressioni, rimandi avanti e indietro ad altri punti della sua stessa colossale opera...

    Insomma, secondo me è più facile accettare la prolissità di questo scrittore se la considera come un sintomo della sua psiche quasi malata, magari non facile da digerire per noi lettori, però certamente ricca di fascino... come a mio a mio avviso sono tutte le "coscienze malate" (tipo Dostoevskij, tanto per dirne uno).
    Comunque il tomo successivo, All'ombra delle fanciulle in fiore, almeno nella sua seconda parte, raggiunge vette straordinarie, forse persino superiori a quelle offerte dal più celebre (e letto) Dalla parte di Swann. Buon proseguimento a chi vorrà!
    Ultima modifica di ayuthaya; 04-10-2014 alle 10:04 AM.

  9. #9
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    Un libro che va oltre il romanzo, una lettura in cui bisogna immergersi seguendone il filo non lineare, che va indietro nel tempo, poi avanti, divaga, analizza, approfondisce, scandaglia nei minimi dettagli tutto quello che osserva con gli occhi, la mente, il cuore.
    Sicuramente non è un testo semplice, per la profondità ma soprattutto per la scrittura lenta, minuziosa e particolareggiata, non nego che in qualche parte risulta pesante, ma lo sforzo è ben ripagato.
    Alla fine tutto converge, e chiaro risulta l'intento, ci viene mostrato come la percezione che abbiamo della realtà elaborata attraverso la nostra mente, i nostri ricordi, la nostra esperienza, i nostri sentimenti differisce da quello che poi ci troviamo davanti, che quindi non mantiene l'aspettativa. Succede con i ricordi di infanzia, con i luoghi che ci erano familiari, con le persone amate e idealizzate, con l'idea stessa che abbiamo dell' amore.
    Ci ho impiegato un mese esatto a leggerlo ma sono molto soddisfatta.

  10. #10
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    Libro che ho trovato a dir poco snervante, pagine e pagine intere su un dettaglio minimo che mi facevano perdere l'interesse e la voglia di continuare. Alla fine avevo sviluppato un vero e proprio rifiuto (tant'è che è rimasto tantissimo sul mio comodino) e l'ho abbandonato. Pace all'anima sua.

  11. #11

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    liquidare così uno dei quattro grandi del secolo scorso....un po' di sana umiltà forse non guasterebbe..
    (Joyce mah non ci si capisce nulla, Musil per carità che noia, Kafka un po'meglio ma non poteva essere meno oscuro..)

    l'arte non è democratica : non tutti possono salire sull'Everest, ma non per questo esso diventa un luogo orribile..
    Proust non ha certo bisogno di difensori, ma insomma ..umiltà e ancora umiltà (si evitano anche brutte figure)

  12. #12
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    Riflessioni ardite lungo la Strada di S*ann

    Con i dovuti distinguo e massimo rispetto per i mostri sacri, se Proust avesse degli epigoni al giorno d'oggi sarebbero tutti quelli che cinguettano su T*itter sui più vari argomenti o tengono al corrente il mondo intero su Facebook di ogni loro "tiramento" o i tanti blogger che sfogano la loro voglia di raccontarsi all'infinito senza soluzione di continuità. Non succede nulla ma raccontiamolo lo stesso perché è sufficiente che succeda a me, che ho il sacro fuoco della scrittura e sono al centro dell'universo, per assurgere a valore ed interesse assoluto per chi mi legge, pochi o tanti che siano, non importa, ma le cose che scrivo le scrivo così bene, anche se hanno un'importanza infinitesimale per qualsiasi altro che non sia io, la mia nonna e la mia mamma.
    Per questo Proust mi affascina, perché porta al massimo splendore la quotidianità, perché rende unico ciò che potrebbe essere banale, perché esprime i pensieri comuni e il buon senso in un modo così particolare da renderlo universale. Miniaturizza l'attimo e te lo rendo così perfetto che tu resti lì ad ammirarlo come fosse qualcosa di speciale e di unico, quello che vive lui non è speciale ed unico solamente lo racconta con i massimi livelli della pregiata scrittura ed ancor più fa impallidire la miriade di persone che scrivono banalmente banalità su loro stessi, pensando che questo possa avere qualche interesse letterario. Dopo Proust descrivere la vita quotidiana con la stessa intensità è pressoché impossibile, perché tutto accanto al suo genio letterario scolora.

  13. #13
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    PER ME E' SI', INVECE

    Temevo questa lettura. Ero convinta che Proust fosse pressoché illeggibile perché colmo di rimandi simbolici o di allusioni colte, come in ogni opera destinata ad una strettissima élite. Mi sbagliavo. Proust è prolisso, inverosimilmente analitico, propenso all'assoluta stagnazione dell'azione (che di fatto è assente, a meno che io, distratta, ne abbia perso le rare apparizioni). Ma è assolutamente alla portata di tutti. Leggibilissimo. Quanto poi al fatto che si possa trarre piacere da un testo dove, in oltre 400 pagine, praticamente nulla accade, è, ovviamente, un fatto personale.
    Per me è stato amore assoluto, almeno nella prima parte, Cambray, dove l'autore ci accompagna per mano attraverso le sensazioni, gli umori, le minute percezioni olfattive-visive-tattili che lo accompagnavano nel corso delle visite agli anziani parenti del villaggio. La capacità di questo testo di evocare un parallelismo tra i suoi e i miei ricordi, tra le sue e le mie emozioni di bambino/a hanno avuto su di me un effetto magico. Ho, davvero, bevuto ogni pagina.
    Nelle altre due parti il piacere è diminuito, perché (se non sbaglio di grosso), Proust qui ha cercato di descrivere qualcosa/qualcuno di diverso da se stesso, riuscendoci solo in minima parte (Odette e tutti gli altri sono personaggi solo abbozzati e privi di sfaccettature). Ed è poi ritornato a parlare solo di sé: perché Swann è, anche lui, Proust, ovviamente.
    Insomma, grande pregio dell'opera: saper avvolgere il lettore nelle proprie minute sensazioni, nei meandri dei propri ricordi, obbligandolo a far riemergere i suoi (del lettore, intendo). Limite dell'opera: Proust sembra raggiungere le più alte vette solo quando parla di sé, tutto il resto del mondo gli è precluso, è ritratto solo per sommi capi e senza alcuna vera indagine psicologica.

  14. #14
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    Copio e incollo dal Gdl: è stata una lettura molto faticosa, soprattutto nella prima parte in cui non succede veramente nulla!, perché non amo affatto il genere “flusso di coscienza”, tranne rare eccezioni ( ad esempio Le braci ) dove l’autore, con una sensibilità perfino esagerata, ci inonda con fiumi di parole – che dice bene elisa- oggi potrebbero essere ben rappresentate dalle farneticazioni di un blogger o di un social addicted.
    Ma penso che Dalla parte di Swann sia solo la punta dell’iceberg di quest’opera monumentale: non nel senso di quantità di pagine ( siamo abituate noi ad avere sempre un libro in borsa e sul comodino, che paura possono farci 2 o 3 mila pagine? ) ma come costruzione maniacale e certosina di un immenso edificio in cui ogni cosa troverà il suo posto e il suo perfezionamento solo alla fine e pertanto un giudizio completo di soddisfazione o meno potrà essere emesso solo allora.
    Parafraso darida, ma al contrario: non sono una lettrice soddisfatta, ma neanche pentita e la mia intenzione di portare a termine tutta la Recherche rimane ferma ed incrollabile.
    Quindi, secondo me, non ha senso leggere solo il primo libro. Sarebbe un'esperienza monca.

  15. #15

    Talking La Recherche....

    Grande Proust, è stata un'impresa ma l'ho adorato anche se ovviamente alcune parti risultano noiosette, ho anche azzardato una recensione, qui se vi va visitate la mia rivista e commentate!Grazie
    Ultima modifica di elisa; 08-02-2014 alle 08:47 AM. Motivo: edit link non autorizzato

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