Viaggio nei 20 capolavori dell'arte del '900 che, secondo Flavio Caroli, hanno modellato l'immagine della società del XX secolo.

Per chi, come me, non ha molta dimestichezza con la storia dell'arte, è sia una grande scoperta che un'enigma. Ho trovato il
percorso veramente coinvolgente e affascinante, ma con un linguaggio usato a volte troppo forbito (che vuol dire 'consentaneo'? ),
con una sintassi inutilmente contorta e che richiede a volte conoscenze pregresse di storia dell'arte che una persona comune potrebbe non avere.

Tuttavia era impossibile non dare per scontate alcune di queste conoscenze, altrimenti per spiegare tutto ci sarebbe voluto un volume di
pagine molto maggiore, quindi nel complesso il mio giudizio sul libro è più che positivo.

Ho sottolineato molte frasi emblematiche di cui vi do un assaggio:

"L'arte deve fissare il momento metafisico che rivela l'eternità dell'oggetto"
"Tutto il realismo feroce, in certi casi addirittura sadico, del XX secolo, in pittura, nel cinema, ma anche nel fumetto, nella fotografia, nella moda e nel costume, hanno esattamente questa sorgente: giacché bisogna ammettere che la crudeltà è uno dei volti primari della nostra civiltà."

Infine, due cose che mi sono piaciute moltissimo: l'inclusione nelle 20 opere de La città che sale di Boccioni, che è uno dei miei quadri preferiti e quando avrò una casa mia ne vorrei mettere una riproduzione in grandezza reale nel mio salotto; la scoperta di un pittore incredibile che non conoscevo che è Grosz, con il suo Ritratto del poeta Max Hermann Neisse' di cui Caroli dice che l'artista accentua "le spalle anchilosate sotto il peso della stupidità umana"!; e anche: 'se la formula emblematica dell'espressionismo è stata <<malgrado tutto, l'uomo è buono>>, Grosz la sostituisce con la dichiarazione <<l'uomo è una bestia>>.
Mitico!