Painter’s Creek, nell’Ohio, è una cittadina rurale silenziosa in cui coabitano una comunità amish e una inglese; ma è anche il luogo in cui, sedici anni prima, si è consumata una serie di brutali omicidi. Kate Burkholder, che all’epoca era solo una ragazzina, è scampata in extremis dall’essere uccisa; ma quell’esperienza le ha lasciatoun senso di terribile fragilità, di perdita di innocenza, e la sensazione di non appartenere più alla comunità in cui viveva. E, da quel giorno, il killer si è misteriosamente fermato.
Sono passati molti anni, e a Kate, che ormai è una donna, viene chiesto di tornare proprio a Painter’s Creek come capo della polizia. È sicura di poter affrontare l’incarico, per il quale è adatta grazie alle sue origini e alla conoscenza della zona. Ma quando in un campo innevato viene ritrovato il corpo di una ragazza assassinata, di colpo il passato torna nella sua vita. Kate è decisa a fermare il killer prima che possa colpire ancora; ma per dargli un nome e un volto, dovrà tradire il suo legame con gli amish e la sua stessa famiglia... e svelare un oscuro segreto che potrebbe metterla in serio pericolo.


Mi sono fidato delle recensioni positive e dell'incipit effettivamente acchiappante. Dopo l'angoscia di quelle pagine iniziali, ahimè, la noia e il vuoto delle indagini e degli interrogatori si protraggono fino al 38% e il giudizio finale è fortemente inficiato da questa altalenanza nel dosaggio della suspense. Per il resto, la protagonista fa prudere le mani più di una volta durante la narrazione e la psicologia dei personaggi secondari è quasi ai minimi termini (l'unico forse sfaccettato decentemente è Tomassetti), per non parlare dell'assassino, di cui non viene nemmeno accennata.
Thriller sufficiente ma dimenticabile dopo 24 ore.
Non leggerò gli altri libri della serie.