Un libro scritto da una donna, che parla di donne, che consiglio a tutte le donne, ma che può essere utile anche per gli uomini, per meglio poter comprendere l'universo femminile.
La scrittura mi ricorda quella di Ammaniti in "Ti prendo e ti porto via":vengono descritte delle scene molto forti, utilizzando un linguaggio duro, diretto, senza tante metafore.
Un libro che non lascia indifferenti: o si ama o si odia.
Vi riporto la trama:
"Sono tre donne, tre sorelle, tre modi diversi di vivere e di concepire la vita. Tre moderne, anche se atipiche, 'piccole donne' che come le loro antenate sono cresciute senza una figura maschile al proprio fianco. Tre donne della Spagna di oggi: Cristina, la voce narrante del romanzo, la più piccola e la più esuberante, nonché schiava consenziente di droghe di qualsiasi tipo e barista trendy di un bar cyber-chic, vive in un mondo allucinato, tra amici morti per una dose tagliata male e amiche anoressiche; Rosa, la donna manager, dipendente dal Prozac, con un "hard disk come cervello e un modem al posto del cuore"; e infine Ana, la maggiore, che si definisce "fatta di gelatina", moglie e madre modello che ha come unico obiettivo nella vita la lotta alle macchie sui tappeti di casa. Tre modelli di donna, tre possibili destini femminili che LucÃ*a EtxebarrÃ*a intreccia in modo intelligente e calibrato e segue sino al momento della crisi, necessaria affinché la loro esistenza possa cambiare veramente. E Cristina, Rosa e Ana alla fine la cambieranno, ingaggiando un corpo a corpo contro un 'nemico invisibile' - quello nascosto nelle loro coscienze - che l'autrice ci racconta con una scrittura tagliente e disincantata, dall'umorismo crudo e disinvolto".

Buona lettura a tutti.