Nel giardino di una casetta rossa, nella quieta campagna dei dintorni di Helsinki, un'esile vecchietta sta annaffiando la sua aiuola di violette. Le rondini volteggiano cinguettando, i calabroni ronzano, un gatto sonnecchia sul prato. Ma l'idillio, ahimè, è solo apparente: la vita tranquilla di Linnea Ravaska, ottuagenaria vedova di colonnello, è avvelenata da una banda di malfattori che piomba ogni mese dalla capitale per estorcerle la pensione. Lo snaturato nipote Kauko e i suoi degni accoliti non si accontentano di derubarla, ma devastano tutto quanto si trovano davanti, torturano il gatto, picchiano per gioco, saccheggiano, sporcano, distruggono, senza che Linnea osi ribellarsi, fino al fatidico giorno in cui il troppo è troppo

Nulla, io ci ho provato, sono arrivata a pagina sessanta dicendomi che forse non ero dell'umore adatto, che probabilmente dovevo solo aspettare di entrare nel vivo della storia, ma quello che ho provato per sessanta pagine è stato esattamente questo: il nulla.*Nulla condito da un pizzico di noia e fastidio per personaggi ingiustificatamente esageratiEvidentemente tra me e il buon finlandese, vuoi perché è un periodo in cui mi è difficile sentirmi coinvolta da qualcosa, vuoi perché proprio non siamo sulla stessa lunghezzand'onda, non è scattata la minima scintilla.*Lo abbandono senza rimpianti, chissà, magari in futuro deciderò di riprovarci.