Questo breve racconto del 1895 che ha per protagonisti appunto un padrone e un suo lavorante - Nikita, un uomo stimato per la forza, l'abilitÓ e soprattutto la bontÓ- devo dire che in effetti l'ho trovato un po' troppo buonista nel finale (anche se c'Ŕ la sorpresa!) e poi il paesaggio innevato che viene descritto non Ŕ quello che io di solito preferisco.
Per˛ si legge in breve tempo e vale anche solo per l'Appendice del 1905 (da me molto apprezzata) riportata alla fine in cui l'autore fa un'invettiva contro il governo civile e cristiano che compie orrori al fine di ristabilire la calma e l'ordine. Dice che non pu˛ tacere e caccia fuori tutto ci˛ che pensa...

Provate a leggerlo anche voi.