Il libro vuole essere un racconto di avventura ma allo stesso tempo anche materia di riflessione. Il fascino del deserto percorso in lungo e in largo a dorso di cammello o a piedi; la curiosità dell'osservazione scientifica della flora e della fauna, della struttura geologica e delle risorse idriche; gli incontri con le popolazioni e le riflessioni dell'uomo che, attraverso il contatto con una natura primigenia, ritrova se stesso. Frutto di una passione durata oltre sessant'anni.

Ho riletto con piacere, dopo molto tempo, questo libro di viaggi. Al breve riassunto precedente, credo si debba aggiungere quella che è a mio parere, una delle caratteristiche principali di questo libro : un'atmosfera in qualche modo scanzonata e ottimista. Il protagonista, passando da un argomento all'altro, non manca di sottolineare con ironia e leggerezza le difficoltà materiali, tecniche e di studio, nell'affrontare una lunga esplorazione nei deserti del nord africa durante gli anni trenta. Ogni ostacolo però offre la possibilità di una scoperta e di svelare un quantità di sorprese disseminate su un territorio vastissimo.

Per entrare nello spirito dell'opera, leggere possibilmente durante una giornata calda, magari gustando un Pernod ghiacciato, con un sottofondo di canzoni di Charles Trenet.