Io e questo libro non ci siamo incontrati
La storia racconta di una famiglia di immigrati africani (di successo) negli Stati Uniti, della rottura dei legami familiari e della successiva riconciliazione.

Salvo l'aspetto di analisi della realtà dell'immigrato, della sua costante sensazione di essere un estraneo, del suo inconfessato desiderio di realizzare un'appartenenza (desiderio destinato peraltro a restare sempre deluso).

Ma il libro, ben scritto, per carità!, è davvero eccessivo nel proporre drammi assoluti, che spesso hanno origine in fatti banali o comunque superabili con un po' di sano senso della realtà.

Certo, una iper-stanziale come me, che vive nella stessa regione in cui sono cresciuti i suoi nonni e che si sente un po' lontana da casa solo perché ha scelto di abitare a 5km. dai propri genitori, forse non è la persona adatta a comprendere i drammi dello sradicamento del migrante. Tra l'altro devo ancora leggere il finale, la mia analisi non è definitiva.
Ma finora, davvero, ho trovato questo libro pesantissimo, poco coinvolgente e ripetitivo. Sto stringendo i denti per riuscire ad arrivare alla conclusione